Tastiera meccanica o virtuale?

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Voi che ne pensate? La settimana scorsa gironzolando per internet sono incappato su un nuovo prodotto della Lenovo: un computer con display pieghevole. Devo essere sincero l’idea di non aver più una tastiera fisica è una novità che non mi entusiasma granché.
Come ho scritto in questo post un anno e mezzo fa, quando mi sono fatto male alla gamba e sono rimasto bloccato a letto per più di un mese, ho rinunciato praticamente subito ad utilizzare l’ipad per aggiornare il blog. La tastiera virtuale la trovavo veramente scomoda: una cosa è usarla per fare una ricerca in google tutt’altra per scrivere un testo lungo come può essere un articolo da pubblicare sul proprio blog.
Sembra una cosa di poco conto ma il non avvertire più la “sensazione” di premere un pulsante la sento quasi come una mancanza, non sai più se quel pulsante l’hai veramente schiacciato o meno. Sapete a cosa servono quei rilievi in corrispondeva dei tasto “F” o “J”? Li usano i veri esperti, quelli che quando scrivono non guardano nemmeno la tastiera ma solo quello che scrivono sullo schermo; usano questi rilievi per potersi orientare sulla tastiera senza dover togliere lo sguardo dallo schermo. Ammetto di non essere a questi livelli, quando digito lo sguardo lo tengo ben saldo sulla tastiera ma immaginatevi i veri esperti; come fanno su una tasteria virtuale?
C’è poi un’altra questione, forse non così fondamentale, il ticchettichio della tastiera. Ad onor del vero per me è una questione secondaria per altri un pò meno. Ho scoperto infatti, sempre gironzolando per internet, che esistono software che riproducono sulla tastiera del pc il ticchiettio che facevano le vecchie macchine da scrivere di una volta.
Si, ok un software simile si può creare anche per una tastiera touch, però sapete com’è… cercare di riprodurre qualcosa non è mai come un “originale”.

 

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Mi sento un… influnzato

animal-1293883_1920Questa si che è un’immagine appropiata per descrivere il periodo autunnale vero? Già peccato che questo post venga pubblicato a maggio inoltrato!!!
Devo essere sincero, i meteorologi prevedono che per la fine del mese arriverà la vera estate e l’idea di ritrovarmi dall’oggi al domani con 40° all’ombra ed aver la capacità di liquefarmi stando immobile come una statua non mi solletica minimamente. Temo di fare un’altra ricaduta. Il fatto è che piove e l’aria è ancora fredda ma appena esce un raggio di sole si ha la sensazione di essersi coperti troppo. Già perchè dovete sapere che mercoledì notte mi sono svegliato con un mal di gola; cercando di ignorarlo completamente il giorno dopo sono andato al lavoro come al solito e in una sola mattinata ho fatto fuori mezza scorta di fazzoletti che tenevo nell’armadio di casa. Cercando di tenere duro venerdì sono andato ugualmente al lavoro, ma a quel punto ci si è messa anche la tosse e ogni volta che prendevo una chiamata  avevo un solo obbiettivo: quello di spiegarmi con il meno delle parole possibili perchè, se cominciavo a tossire, c’era il serio rischio di tenere il mio interlocutore attaccato all’apparecchio mezz’ora prima che i colpi di tosse si quietassero.
Venerdì sera sono tornato a casa dal lavoro che mi sentivo uno straccio: ho portato fuori il sacco della plastica giusto perchè era il giorno della raccolta settimanale nella via dove abito e prima di prepararmi cena mi sono straiato sul letto. Avevo gli occhi che continuavano a lacrimarmi e le ossa che mi facevano male da tutte le parti. Se non fosse che a sera devo prendere le pastiglie per l’epilessia, ed è preferibile prenderle a stomaco pieno, sarei rimasto lì sdraiato fino al mattino successivo.
Dopo un’oretta durante la quale mi ero persino appisolato mi sono deciso ad alzarmi per prepararmi qualcosa da mettere sotto i denti. Subito dopo mi sono imbustato.
Sabato stavo già meglio ma non ero del tutto a cento. Ho trascorso il week end dentro casa e quasi sempre a letto nel disperato tentativo di riprendermi prima di rituffarmi in un’altra settimana di lavoro.

Spero sinceramente che l’estate non esploda in tutta la sua potenza in un colpo solo come continuo a sentir dire, non sono sicuro di riuscire a reggere senza contraccolpi. Ah… quanto mi mancano le mezze stagioni!!!

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In pensione

jeans-428613_1920Da dove cominciare questo post? E’ da così tanto tempo che non metto mano al blog che proprio non ho idea da dove iniziare. Come avevo scritto qui poi, le prime righe sono sempre le più difficili, le più complicate, quando si supera lo scoglio iniziale il resto è molto più facile.
Mercoledì tornando a casa ho avvertito uno strano spiffero provenire dai pantaloni ma ad una prima rapida occhiata sembrava tutto a posto, quando poi sono arrivato a casa, sono andato subito in camera e mi sono reso conto di uno sbrego al livello del cavallo. Si, lo so che oggi vanno di moda i pantaloni con lo sbrego, anzì se entri in un negozio e ne chiedi un paio è verosimile che ti vengano proposti già lacerati. Io però ho una certa età e sono della generazione per cui se un paio di jeans erano strappati o si riparavano, o li tenevi come calzoni da lavoro o – e succedeva nella maggior parte dei casi – li cambiavi. Lo strappo che si era formato rientrava nell’ultima casistica e così questa mattina sono uscito per comprarmene un nuovo paio. Per i jeans (porto esclusivamente quelli, li trovo troppo comodi) non vado mai in negozio. Il mio fornitore di fiducia è sempre stato una bancarella nel mercato che fanno in centro il sabato mattina. Non amo particolarmente la calca della gente per cui se ci vado è perchè ci devo andare. Sapendo dove si trova la bancarella vado sempre a colpo sicuro: parto, compro, torno. Così ho fatto anche questa mattina ma, arrivato a destinazione non riesco più a trovare la bancarella e – devo essere sincero – la cosa mi coglie un pò di sorpresa, anche perchè, contrariamente a molte bancarelle che lasciano la mercanzia un pò alla rinfusa, loro tenevano tutti i jeans rigorosamente piegati e vendendo solo quel genere di prodotto la loro bancarella si riconosceva a distanza anche per uno che, come me, non ha esattamente una vista d’acquila. Considerando il fatto che quando distribuivano il dono del GPS io ero in fila per qualcosa d’altro, data la mia capacità innata di riuscire a perdermi persino all’iterno di un campeggio (è successo realmente), decido di fare il giro delle bancarelle, non si sa mai che con l’età che avanza la destinazione programmata sia errata. Dopo l’ennesimo tentativo andato a vuoto concludo che è il caso di chiedere indicazioni; ritorno quindi sul posto dove ero sicuro avrei trovato la bancarella che cercavo e chiedo al venditore della bancarella accanto: “Scusi, ma qui vicino non c’era un una bancarella che vendeva jeans?” “Lui basso di statura?” “Si, esatto!!!” “Non c’è più, è andato in pensione.”

Devo essere sincero la notizia mi ha un pò rattristato e non solo perchè ora dovrò trovare un’altro fornitore di fiducia ma anche perchè non ho potuto salutarlo e augurargli buona pensione; dopo tanti anni che andavo sempre da lui a comprare pantaloni credo di non esagerare nel dire che ci si rivedeva con piacere.

Non so bene come terminare questo post, magarì fra gli hobby che ha cominciato a coltivare da pensionato avrà trovato posto anche il blogging e, anche se forse non capirà quale dei tanti clienti sono, ora leggerà i miei migliori aguri!!!!

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Basta qualche metro per…

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pixabay.com

Ultimamente per andare a messa ho cambiato percorso. Invece di seguire la strada principale ho preso l’abitudine di seguire una viuzza interna e oggi, mentre la percorrevo, ho avuto la sensazione di fare un viaggio spazio – tempo. Mi è parso di tornare indietro negli anni 50: abitazioni con muri scrostati, panni stesi fuori dai balconcini alla ricerca di qualche raggio di sole che li scaldasse come se gli abitanti non conoscessero l’ultimo ritrovato tecnologico dell’ingenieria moderna chiamato “asciugatrice”(ad essere sincero nemmeno io la uso). Persone che invece di camminare frettolosamente a capo chino guardando i loro smartphone, senza nemmeno vedere se andavano a sbattere contro qualcosa, erano assiepati intorno all’entrata di un bar magari seduti su qualche sgabello a chiaccherare amabilmente gli uni con gli altri (chiacchierare – che parola vetusta, non ricordo nemmeno più quando l’ho usata l’ultima volta).

 

Se avessi visto qualche piccolo giocare disegnando con il gesso tracciati sulla strada avrei pensato veramente di aver cambiato epoca nel raggio di pochi metri

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Tempismo perfetto!!!

coffee-1009621_1920Quando sono andato a vivere da solo alcuni amici mi hanno regalato una macchina del caffè a cialde e a distanza di anni posso dire che mai idea fù più azzeccata.
Dopo qualche tempo decisi di sostituirla con una a grani per due semplici ragioni: la prima è che mi sembrava di buttar via una quantità smodata di plastica, la seconda era che allora le cialde venivano vendute in un negozio decisamente lontano da casa che per me è sempre stato scomodissimo da raggiungere, soprattutto considerando che avevo un supermercato sotto casa che vendeva i pacchi di caffè a grani.

Fatta questa premessa, proseguiamo con il resto del racconto. Sono rientrato al lavoro giovedì, sperando così in un ritorno al lavoro un pò meno traumatico: due giorni in ufficio seguiti da un altro week end.
Mercoledì dopo pranzo mi preparo un caffè: accendo la macchina, aspetto che faccia il suo iniziale risciacquo e, quando faccio per mettere sotto la tazzina ecco che vedo la luce di errore lampeggiare in modo strano. Generalmente quando lampeggia è perchè o occorre aggiungere il caffè in grani nell’apposito vano, o perchè occorre svuotare il recipiende dove vengono raccolti i fondi di caffè. Ovviamente nessuna delle due opzioni era da prendere in considerazione, inoltre la spia lampeggiava in modo anomalo.
Provo a spegnere la macchinetta e a riaccenderla ma niente da fare, la spia è lì a segnalarmi che c’è qualcosa che non va. La apro, pulisco il “gruppo caffè” lo rienserisco ma ancora niente. Vado ha prendere il manuali d’istruzione e chiaramente ne trovo tre: lingua inglese, lingua tedesca, lingua francese!!! Caz… non posso. Cavolo, ma siamo in Italia, non potete scriverne uno in italiano? Alle tante, dopo una ricerca spasmodica, salta fuori anche quello scritto in una lingua a me comprensibile!!! Comincio a leggerlo e – come se la legge di Murphy continuasse a perseguitarmi – ti spiega di tutto e di più ma non cosa signica quel messaggio di errore.
Sono sul punto di rinunciarci e cominciare a mettermi nell’ottica che forse dovrò cambiare la macchinetta, in fondo anche lei ha una certa età. Mi dò un’ultima possibilità: faccio uscire il vapore e… magia, la spia si spegne e posso finalmente farmi il caffè.

Mentre lo assaporo penso ad una cosa: “Per fortuna che mi è successo oggi pomeriggio che avevo il tempo per trovare una soluzione all’incoveniente, se mi fosse successo domani mattina che dovevo fare in fretta per andare al lavoro avrei saltato la colazione.”
La mattina successiva, infatti, la spia ha dato ancora la stessa segnalazione di errore ma, per fortuna, sapevo già cosa fare!!!!

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Buon anno!!!

Siamo già al 2 gennaio e non ho scritto ancora nulla. Niente per l’ultimo dell’anno e niente per il primo dell’anno, così non va, sono partito con il piede sbagliato. Il 2019? Credo che sia ancora il fase di caricamento…

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Buon anno a tutti!!!

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Auguri blog e buon natale

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Non ricordo bene che ore fossero quando mi sono messo davanti alla tastiera del computer per iniziare a scrivere il primo post di questo blog. Probabilmente sarà stata mattina, dopo colazione, il momento che preferisco per stare davanti al pc quando sono a casa non devo uscire e non ho impegni; non prestissimo perchè quando sono a casa e posso dormire un pò di più non riesco mai ad alzarmi all’alba. Inoltre in quei giorni oltre alle ferie avevo cominciato anche l’influenza per cui facevo spola tra letto e poltrona portandomi appresso nei momenti di maggior lucidità il mio portatile.
Da allora sono trascorsi ormai sei anni e mi sembra un’eternità, non avrei mai creduto che il mio blog potesse diventare così longevo e invece… Articolo dopo articolo, tra alti e bassi, momenti di sconforto e tentazione di chiudere tutto eccomi qui a spegnere le sei candeline.

Prima di iniziare a scrivere questo post mi sono tornati alla mente i primi blogger che hanno cominciato a seguirmi e che in seguito non si sono più visti sostituiti da altri. Recentemente ho terminato di vedere la serie “ER – medici in prima linea”. Negli ultimi episodi hanno fatto la comparsa i protagonisti che nel tempo avevano lasciato la serie sostituiti dai nuovi protagonisti. Ecco, lo so che forse non è il massimo come paragone, ma come in questa vecchia serie degli anni 90 mi piacerebbe “rivedere” tutti quanti vecchi e nuovi. Nell’attesa Auguri blog.

E nel caso non riuscissi più a mettermi davanti al computer prossimamente

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