Macchina del…tempo

Tra i tanti regali che ho ricevuto per Santa Lucia durante la mia infanzia la macchina da scrivere è fra i doni che ricordo meglio e con più piacere.
Ne ho ricevute due in due momenti diversi. La prima era più una macchina da scrivere giocattolo anche se funzionava regolarmente; era tutta di plastica e quando mi avvicinavo l’odore di plastica insieme a quello dell’inchiostro si sentivano in maniera molto intensa.
Ho iniziato fin da subito ad usarla ma – se devo essere sincero – digitare con una sola mano sulla tastiera di una macchina da scrivere non è così facile come può esserlo sulla tastiera di un pc. Gli errori di battitura erano veramente tanti. Anche se digito con una sola mano con una macchina da scrivere puoi usare un solo dito, non come la tastiera di un pc sulla quale, con un pò di pratica, puoi usare anche due o tre dita in contemporanea.

Qualche giorno fa mi è capitata una cosa strana: mentre aprivo la porta finestra per sistemare alcune cose ho avuto la netta sensazione, per una sola frazione di secondo, di sentire quello stesso odore di plastica misto ad inchiostro che mi piaceva tanto quando ero piccolo. Erano trascorsi così tanti anni che ormai non me ne ricordavo più. Devo essere sincero: non so dire se quell’odore ci fosse stato realmente o se fosse frutto del mio subconscio. Quello che so è che mi è tornata alla mente quella macchina da scrivere ricevuta quando ero piccolo e che quasi mi ero dimenticato. Una sorta di viaggio nel tempo olfattivo che per un’istante mi ha riportato a quando avevo non più di sei / sette anni.

Mi sono domandato a quante sensazioni, suoni, odori ci siamo pian piano dimenticati crescendo e che oramai adulti non ricordiamo più e poi basta un niente per riportarceli alla memoria e riportarci indietro nel tempo.

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Buon anno!!!

Inizio il primo articolo del nuovo anno con la cosa più importante: auguri.
Sono sicuro che non succederà ma non si sa mai che continuando a scrivere mi dimentichi le cose fondamentali.😂😂😂
Dato che anche ieri eravamo in zona rossa e non si poteva uscire, ho trascorso la giornata leggendo i vostri post sull’anno appena trascorso e su quello che verrà tra bilanci e speranze. Cosa dire che non sia già stato scritto? Nulla credo. O per lo meno nulla di nuovo che la mia testa riesca ad elaborare per il momento. In effetti, lo ammetto, è da ieri mattina che mi sto scervellando per mettere giù di righe di post ma sembra che con il blog sia partito con il piede sbagliato. Idee non me ne vengono. Non che non avessi mai provato questa sensazione, anzi..

Forse è proprio il fatto di restare chiuso in casa che mi crea qualche problema; non che mi pesi restare a casa, soprattutto quando fuori il vento soffia forte e la pioggia continua a picchiettare sui vetri, ma credo che alla lunga la mancanza di nuovi stimoli possa avere qualche piccola – ma piccola, mi raccomando – ripercussione su nuove idee per nuovi post.

Ok, per adesso mi fermo qui. Benvenuto 2021.

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Auguri!!!

Auguri
a tutti quanti
di Buon Natale
dato che quest’anno
siamo obbligati a mantenere il
distanziamento un brindisi virtuale per
un anno che speriamo sia meglio di quello appena trascorso!!!

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E siamo a otto!!!

In generale sono una persona che tiene a mente le date: ricorrenze, compleanni, anniversari. Quest’anno però, forse anche causa lockdown che ci ha fatto perdere anche la cognizione del tempo che passa, stavo quasi per dimenticare una data importante per questo blog: il suo ottavo compleanno.
Lo so, mancano ancora due lunghi anni prima di poter festeggiare un compleanno a due cifre, ma la meta si sta avvicinando. Non che allo scattare del decimo anno consideri l’esperienza di questo blog conclusa ma, se otto anni fa mi avessero detto che questo blog avrebbe spento le sue otto candeline, non credo che lo avrei preso sul serio e invece…
Avrei giurato che dopo l’entusiasmo iniziale per la novità, l’interesse sarebbe scemato e invece no. E le otto candeline sono qui a dimostrarmelo. Nonostante alti e bassi, periodi più produttivi e altri in cui credevo che non sarei stato più in grado di scrivere nulla eccomi ancora qui a spegnere con voi otto candeline di “Ti serve una mano?”.
Ammetto di non essere un gran blogger. C’è chi è molto più prolifico di me e scrive cento volte meglio e, a visualizzazioni non è che sia messo molto bene, ma in fondo questa non è e non deve essere una competizione. Quella del blog – almeno per me- è solo divertimento.

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Spartiacque

E’ da qualche tempo che ho la sensazione che il mio blog sia diviso in due, c’è un post che fa da spartiacque, c’è un prima e un dopo. Non so per quale motivo, ma dopo aver scritto questo articolo ho l’impressione che qualcosa si sia rotto. Se il mio blog fosse una persona direi che non è più lo stesso, non è più quello di una volta.
Sinceramente io stesso non riesco a darmi una spiegazione di questa sensazione, però è cosi. Nonostante anche nella “prima vita” abbia scritto post nei quali sostenevo di avere poche idee, nella “seconda vita” ho l’impressione che i post siano sempre più “forzati” anche se per la maggior parte mi ha dato soddisfazione nel scriverli e mi sono pure divertito. Direi quasi che se all’inizio le idee per i vari post mi venivano quasi senza particolari problemi, più è trascorso il tempo e più le difficoltà per trovare nuovi spunti aumentavano e quelli che mi venivano non mi convincevano fino in fondo per quanto sia riuscito a trasformali in buoni articoli.

Devo essere sincero: ogni tanto penso di chiudere tutto e di riaprirne un altro, ma poi mi torna alla mente ciò che avevo scritto proprio in quel post; e cioè di come mi ero pentito di aver chiuso, anche se per poco, il blog e del fatto che non volessi un altro blog ma volessi il “questo” blog.
Ho pensato anche di aprirne un altro senza per forza chiudere il primo ma poi, riflettendoci, mi rendo conto che essendo un blog – personale rischierebbe di trasformarsi semplicemente in un doppione del primo e così rinuncio.
Quello che mi piacerebbe ritrovare è un pò l’entusiasmo dei primi tempi che pian piano ho la sensazione che sia venuto meno.
Sarei curioso di sapere se anche a qualcuno di voi è capitato di avere la sensazione di aver scritto un post che ha fatto da spartiacque.

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Cosa c’entra un gatto con ritorno al futuro?

In questo periodo sto leggendo una serie di libri scritti da Rachel Wells che ha per protagonista un gatto di nome Alfie.
Alfie si definisce un gatto dei portoni perchè, dopo essere rimasto orfano della sua padrona, decide che avere un solo padrone non è sufficiente, meglio essere “adottato” da più padroni per non rimanere solo e ritrovarsi a dover fare vita da strada come ha dovuto fare per un periodo della sua vita.
Oggi pensandoci ho trovato in questi libri alcune analogie con la mia trilogia preferita: Ritorno al futuro.
Immagino che qualcuno a questo punto aggrotterà la fronte chiedendosi: “cos’hanno in comune dei libri che hanno come protagonista un gatto con dei film che parlano dei viaggi nel tempo?”
La colpa è di Zemeckis: il regista di ritorno al futuro. Tempo fa ho visto una sua intervista, sulla trilogia da lui girata, e che oggi ho cercato invano di ritrovare su youtube.

In questa intervista definiva Marty Mcfly un jolly. Sosteneva, se non ricordo male, che i tre capitoli della saga avevano altri protagonisti: nel primo il padre, George, interpretato da Crispin Glover, che deve cercare di conquistare l’amore di Lorraine, la sua futura moglie, che si è invece innamorata perdutamente di Marty. Nel terzo episodio il protagonista è Doc, interpretato da Christopher Lloyd, che perde la testa per Clara Clayton, mentre nel secondo ci sono diversi protagonisti: la ragazza di Marty prima e sua madre poi.
In tutta la trilogia Marty fa un pò da cerimoniere presentando e accompagnando i vari protagonisti di ogni capitolo della saga.
Nei libri che sto leggendo Alfie ha un pò la stessa funzione: presentare e raccontare le storie di tutti i personaggi che gli ruotano attorno

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La stagione del blog

E’ iniziata la stagione del blog, nel giro di una settimana sono passato dall’indossare magliette a maniche corte a maglioncini di lana o pile quando sono a casa.

Questa notte poi il meteo ci ha proprio messo del proprio con vento forte e pioggia che ha continuato a battere sui vetri delle finestre per tutta notte. Mentre ero sotto le coperte che cercavo di prendere sonno ho avuto due pensieri contrastanti: inizialmente ho pensato: “Che scatole, la pioggia e il brutto tempo, sempre durante il week end”. Poi però ho realizzato che oggi è sabato, giorno libero, niente lavoro e allora il pensiero si è trasformato in: “Piovi pure quanto vuoi, tanto oggi posso rimanere a casa e non devo alzarmi all’alba quando fa ancora buio per dover uscire, posso tranquillamente restarmene sotto le coperte aspettando che spiova e, se proprio vuole continuare per tutta la giornata, nessun problema. Quando non ho più sonno posso alzarmi senza fretta, fare colazione in tutta calma ed infine mettermi davanti al computer per riprendere in mano il blog che in queste ultime settimane avevo un pò abbandonato.”

Mentre scrivo il vento sembra essersi placato e anche la pioggia sembra aver diminuito d’intensità anche se continua senza sosta, ma le nuvole sono ancora scure e di certo non invogliano ad uscire. Un raggio di sole ha cercato di farsi largo ma è stato subito bloccato facendo tornare la stanza nel buio nella quale si trovava.

E’ inutile, l’estate è finita, si torna alla stagione del blog.

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Sognare… che spreco!!!

Il titolo di questo post ha attirato la vostra attenzione? Se la risposta è affermativa allora ho raggiunto il mio scopo. Uno spreco? Ma perchè dovrebbe essere uno spreco sognare? A questo punto è meglio che mi diate il tempo di spiegarmi altrimenti fraintendete.
Per chi mi legge da un pò sa che dei sogni non ricordo mai quasi nulla, raramente mi capita di ricordare un sogno con una sua storia che ha un inizio, una trama e una conclusione. E’ più verosimile che delle mie esperienze oniriche rammenti solo delle immagini, delle scene, dei flash. Non solo. Queste visioni non riaffiorano quasi mai il mattino successivo al sogno, generalmente impiegano qualche giorno per riemergere e quando finalmente ci riescono mi domando: “Quando ho vissuto questa cosa? Non riesco proprio a ricordarlo!!!” E’ allora che riflettendo mi rendo conto che questa scena che è riemersa nella mia testa in realtà non l’ho mai vissuta perchè fa parte di un sogno più ampio di cui, però, io ricordo solo un frammento.

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Spesso, forse sarei più preciso nel dire ogni tanto, mi capita di ascoltare qualcuno raccontare un suo sogno e, generalmente, sono quasi sempre molto più articolati, lunghi e con immagini più definite di quelli che ricordo io.
Ora, partendo dal presupposto che anch’io sogno in maniera uguale a quella di tutti gli altri è uno spreco doversi rendere conto che di tutto quello che hai sognato ricordi solo una percentuale infinitamente piccola, mentre tutto il resto è andato perduto ormai per sempre.
Prima di iniziare a scrivere questo post ho fatto una piccola ricerca chiedendo a google quante sono le ore in cui sogniamo durante la notte. Google mi ha proposto una tabella in cui vengono indicate le ore di sonno di cui ha bisogno una persona a seconda dell’età e le ore che generalmente si trascorrono nella fase REM, ossia nella fase in cui si sogna. Secondo la tabella fino ai 50 anni si trascorrono due ore sognando e dopo i 50 si diminuisce fino all’ora e mezza.
Facendo un rapidissimo calcolo fino ai cinquanta sono poco più di quattro anni di cui forse ricordo solo due forse tre giorni.

Quante volte abbiamo immaginato di prenderci un anno sabbatico per poter fare quello che avremmo sempre fantasticato di poter fare. Bene, oggi ho scoperto che fino ha cinquantanni potremmo prendercene non uno, ma quattro!!! E senza nemmeno dover chiedere l’autorizzazione!!! Vorrei fare il giro del mondo, una crociera toccando le capitali più importanti dell’intero globo o, dai esageriamo, viaggiare sulla luna? Non posso!!! Chi ha i soldi, non sono mica paperon de paperoni e poi come faccio a stare lontano dal lavoro per un tempo così lungo? Nessun problema è sufficiente chiudere gli occhi quando si va a dormire la sera. Si, eh già, peccato che generalmente sogno di tutto tranne quello che vorrei. Avete mai sentito parlare dei sogni lucidi? Sono esperienze oniriche particolari per cui chi sogna si rende conto che quello che sta vivendo è un’esperienza onirica e riesce a guidare il sogno a suo piacimento, facendo ciò che vuole. Esistono tecniche che aiutano a fare questo processo anche se, devo essere sincero, non ci ho mai provato, generalmente riesco a crollare nel sonno prima ancora di appoggiare la testa sul cuscino.
Dopo aver scritto questo post mi è venuta voglia di prendere un manuale con le tecniche per aiutarmi nei sogni lucidi, sperando di ricordarmi quali sono i passaggi che devo attuare appena appoggio il manuale sul comodino e m’infilo nel letto!!!

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Tempesta perfetta

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Ieri pomeriggio ho avuto un quarto d’ora di paura, a Brescia si è scatenato l’inferno. Nel giro di pochi minuti dalla finestra del mio salotto non vedevo più nemmeno i condomini che avevo di fronte, a distanza di una ventina di metri in linea d’aria. In pochissimo si è scatenata una tempesta. La finestra della mia sala ha un piccolo difetto nella chiusura, nulla di grave in situazioni normali, ma ieri l’aggancio a vasistas di una delle ante si è aperto a causa del vento in piena tempesta e, dopo aver tirato giù le tapparelle sono restato lì per tutta la durata della tempesta cercando di tenerla chiusa. Nonostante ciò l’acqua è riuscita ad entrare ugualmente allagandomi metà del pavimento.
Fortunatamente la tempesta è durata pochi minuti e – almeno a casa mia – i danni si sono limitati solo ad una grande pozzanghera che sono riuscito ad asciugare in pochi minuti una volta terminata la bufera ma nel resto della città le cose non sono andate altrettanto bene: tetti divelti, alberi caduti.
Mentre scrivo questo breve articolo ho la finestra dello studio aperta dalla quale vedo la strada che porta al castello di Brescia dove i vigili del fuoco sono ancora impegnati a tagliare e portare via gli alberi pericolanti.

Se proprio voglio vederci un lato positivo dopo la bufera è tornato il sole e il cielo è diventato di un’azzurro terso come quelli che generalmente si vedono nel sud italia e quasi mai nelle città del nord.

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Mare o montagna? Dipende

Si vede che è terminato il lockdown: è da quasi un mese che non pubblico più nulla. Devo decidermi a scrivere qualcosa prima che arrivi il vero caldo africano che brucerà le poche sinapsi deputate alla creazione di nuovi post.

Non so se sia questione di età o meno ma qualche giorno fa riflettevo sul fatto che con il tempo i miei gusti in fatto di ferie sono cambiati. Da bambino al termine “vacanze” associavo immagini come mare, spiaggia, telomare, castelli di sabbia, tintarella, adesso immagino sentieri, trekking, scarponi, borraccia, zaino in spalla, aria frizzante. E non è che sia un gran camminatore, anche se, quando c’è bisogno, le passeggiate che ho fatto in montagna alla domenica con mio papà quando ero piccolo hanno dato i loro frutti e ora sono in grado di fare anche lunghi percorsi senza troppi problemi.
La cosa strana è che se mi domandassero cosa è cambiato non saprei rispondere e alla fine darei “colpa” proprio all’età.
Capita solo a me?

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