Mai cadere nella tentazione del cancellare

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E’ da più di un mese che non metto mano al blog. “Nell’attesa faccio altro”. Quando ho scritto il titolo del mio ultimo post che ho pubblicato avevo una strana sensazione, come una specie di presagio, un presentimento che in parte si è avverato. Già perchè dovete sapere che nell’attesa il blog è stato persino cancellato per poi risuscitare.
Non intendo tediarvi con il motivo che mi ha spinto a prendere questa scelta presa un pò troppo frettolosamente vi dirò invece quello che succede nei momenti appena dopo aver dato l’ordine di cancellazione definitiva.
Improvvisamente mi sono tornati alla memoria tutti i post che ho scritto e pubblicato in questi cinque anni: una sorta di album fotografico. Dal primo post che ha dato il titolo a questo blog all’ultimo pubblicato, passando dall’unico che ho scritto di getto una sera dopo cena (questo). Mi è tornato in mente quello un cui parlo dei miei giochi preferiti da bambino, a quello scritto di ritorno da una vacanza in montagna con gli amici. Quello in cui parlo della mia predilezione per la tastiera rispetto alla biro senza dimenticare  quello in cui parlo dell’indumento più complicato da indossare con una mano.
Insomma mi sono reso conto che il blog è qualcosa a cui senza rendertene conto più passa il tempo più ti affezioni, anche se ogni tanto viene bistrattato, anche se non sei sempre regolare nelle pubblicazioni e a volte non sai proprio cosa scrivere, anche se ogni tanto di dimentichi di avercelo. Nel momento in cui lo cancelli ti rendi conto che tu non vuoi avere un blog, tu vuoi avere quel blog perchè è quello che tu hai scritto e per il quale ci hai perso tempo. Perchè ogni singolo post l’hai pensato e creato tu e non è stato un semplice copia – incolla.
Alla fine non ho più retto e ho scritto al team di wordpress perchè venisse ripristinato. Per la cronaca chi avesse cancellato il suo blog ha tempo trenta giorni per poterci ripensare.

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Nell’attesa faccio altro

boredom-1977519_1920Quante volte vi è capitato di voler scrivere un post e non riuscire ad esternarlo, di non essere in grado di metterlo nero su bianco? Magari scrivete due righe e poi vi bloccate, l’incipt del vostro post non vi convince, non vi piace e allora cancellate e rimanete li davanti al computer di fronte ad uno schermo bianco. A me è capitato spesso e volentieri: scrivo, mi fermo, cancello, riscrivo, cancello nuovamente e rimango lì aspettando che arrivi l’idea geniale che puntualmente sembra starmi alla larga. Ancora non ho capito che cosa gli ho fatto di male, vorrei tanto scoprirlo almeno potrei scrivergli un post di scuse!!!!

Comunque, cosa stavo dicendo? Ah si, io e il foglio bianco che molte volte rimaniamo lì a guardarci reciprocamente come due innamorati (che romantico che sono questa mattina, si vede che sono ispirato!!!!). Quando vedo che trascorrono più di due minuti e non sono riuscito a mettere giù due righe dovrei decidermi a spegnere tutto, alzarmi e uscire di casa, fare una passeggiata, fare qualunque cosa possa occuparmi la mente in qualcosa d’altro invece di stare lì a scervellarmi, a spremermi le meningi senza ottenere risultati e arrivando a sera non avendo cuncluso nulla.

Perchè allora non lo faccio? Durante la settimana non accendo quasi mai il computer di casa, se lo faccio è perchè devo fare qualcosa che non posso rimandare. I post di questo blog sono stati scritti quasi totalmente durante il week end, ricordo solo un articolo che ho scritto durante una serata infrasettimanale ma generalmente, quando ritorno dal lavoro dopo otto ore trascorse davanti ad un monitor accendere il pc non è tra le mie priorità, preferisco aspettare il sabato o la domenica mattina quando i miei occhi sono un pò più riposati. Ed è proprio questo il motivo per cui non mi schiodo dal pc anche quando l’ispirazione non arriva, perchè so che altrimenti durante la settimana non riuscirò più a scrivere.

Devo però ricordare a me stesso che per scrivere un post non serve un intero fine settimana, è sufficiente anche mezz’ora se si ha un’idea chiara in testa. Spegnere tutto e mettersi a fare qualche altra cosa può essere più proficuo che rimanere in attesa di qualcosa che non arriva. E’ successo qualcosa del genere proprio ieri: volevo scrivere un post ma non riuscivo a cominciare, alla fine mi sono deciso. Non ho nemmeno messo in stop il computer, l’ho proprio spento dicendomi: “Oggi non è giornata”. Mi sono infilato le scarpe e sono uscito per una breve passeggiata. A cena avevo alcuni ospiti, e invece di ordinare la solita pizza mi ero ripromesso di cucinare qualcosa fatto in casa.
Risultato? Dopo la cena preparata in casa e una piacevole serata trascorsa tra amici, quando mi sono messo a letto, prima di chiudere gli occhi ho avuto l’idea per questo post… O forse Morfeo ha ricevuto la lettera che che gli avevo scritto qualche tempo fà sul blog, chissà.

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Auguri

Prima di partire per la messa di Pasqua e un pranzo in famiglia dal quale impiegherò un intero anno per riprendermi né approfitto per augurare a tutti

BUONA PASQUA

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Il Signore è risorto, è veramente risorto.

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Bella vita la dettatura!!!

thumbs-up-1999780_1920E’ possibile che uno smartphone ti riporti con la memoria ai tempi della scuola, quando ancora non si sapevano cosa fossero i cellulari? Si, è possibile, a me è capitato.
Il mio vecchio telefonino era diventato veramente troppo lento: occorrevano minuti per avviarlo, le applicazioni, anche quelle più banali, si crashavano di continuo, occorreva riavviarle più volte perchè si decidessero a funzionare correttamente e così, alle tante qualche settimana fà mi sono deciso ad andare in negozio e a prenderne uno nuovo.
Fra le funzioni del nuovo telefono quella che mi è risultata più comoda – soprattutto per me che ho una sola mano e ho qualche difficoltà in più – è la dettatura automatica. E’ una funzione di cui mi sono innamorato subito e che uso sempre più frequentemente, mi permette di rispondere ai messaggi in maniera più agevole, rapida e veloce.
Le prime volte che l’ho usata mi sono reso conto che – anche se non sempre – riusciva a capire quello che dicevo anche quando parlavo in maniera spedita e questo piccolo particolare mi ha fatto tornare alla mente alcune lezioni d’italiano fatte durante le scuole medie. Perchè? Ricordo che durante alcune di queste lezioni la professoressa di allora ci dettava dei testi che noi dovevamo ricopiare sul quaderno; il problema era che lei non li dettava, li leggeva e non ci dava il tempo di scriverli. Nonostante qualcuno la sollecitasse a rallentare lei continuava imperterrita. Personalmente il risultato era che ad un certo punto smettevo di cercare di starle dietro e fingevo di scrivere qualcosa che io stesso non sarei stato in grado di rileggere. Peccato che stenografia l’avrei imparata solo alle superiori, troppo tardi ovviamente.

 

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In sintesi

home-office-2452806_1920Questa mattina (sono a casa in ferie) navigando qua e la per il web mi sono fermato a guardare questa immagine. Sembra un’immagine innoqua eppure è la sintesi di quello che m’immagino e di quello che realmente è.
Già vedo le vostre facce perplesse, quello sguardo che senza bisogno di aprire bocca fanno già capire quello che state pensando: “Ma che stai a dì?” “Ahi fatto le ore piccole ieri? Sei sicuro di aver preso il caffè questa mattina? Sei sicuro di esserti svegliato del tutto?”
La risposta alle vostre domande è “si!!!”. Ieri sono andato a dormire presto come faccio sempre, questa mattina ho fatto colazione con abbondante caffè e anche dopo pranzo ne ho preso una tazzina!!”

Chiudete gli occhi e provate ad immaginare la situazione ideale per un blogger che stia per scrivere e pubblicare il suo post, cosa vedete? Io vedrei esattamente questa fotografia ossia: me su un tavolo all’aperto, in mezzo ad un prato (si nota sul bordo della foto), in camicia cioè con una temperatura primaverile -ossia ne troppo caldo ne troppo freddo- con una tazza di caffè e un bicchiere d’acqua fresca e le dita che picchiettano sulla tastiera del computer. Bene, quella descritta finora è la sintesi di quello che m’immagino ma, come ho detto nella fotografia si vede anche quello che raelmente succede, cosa? Il blogger scrive ma la pagina dello schermo è bianca!!! E non ditemi che a voi non è mai capitato!!!

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Pensieri sparsi 2

frog-48234_640Nonostante le giornate si stiano allungando ci si sente ancora in pieno inverno; la settimana scorsa ha nevicato e adesso sta piovendo a dirotto. Bisogna dire che il meteo ce la mette tutta per far dire che il tempo è schifoso. A pensarci bene bisogna vedere da che punto di vista si guarda la cosa: questo dovrebbe essere un tempo ideale per chi vuole aggiornare il proprio blog, il brutto tempo non invoglia di certo ad uscire di casa… anzì. Se potessi lavorare da casa lo farei volentieri con questo tempaccio ma, ahimé, non è possibile.
E’ trascorso esattamente un mese da quando ho pubblicato il mio ultimo post e nonostante il meteo sia dalla mia parte è da tempo che non riesco a mettere giù due righe. Ci ho provato ma alla fine rinunciavo, quello che scrivevo non mi piaceva e alla fine i centomila tentativi finivano inevitabilmente nel cestino. Ad essere sincero questo è il primo post dopo non so quanto tempo che supera la soglia delle 150 battute. Forse incrociando le dita dei piedi, perchè se incrocio quelle delle mani avrei qualche difficoltà a digitare, ho superato lo scoglio iniziale, quello della partenza, forse.
Devo essere sincero, la vera difficoltà in questi giorno è che ho poco o niente da dire. Succede anche ai blogger ogni tanto giusto? E’ quello che alcuni chiamano il blocco dello scrittore e, dato che io scrittore non sono ma tengo un blog solo come hobby, mi limito a definire il terrore del foglio bianco. Che poi,  ad essere sincero, più che terrore lo definirei sconforto, scoraggiamento nel constatare che le idee non arrivano, o almeno non sono arrivate fino a cinque minuti fà perchè -sempre tenendo le dita incrociate- sembra che stia cominciando a sciogliermi un pochino. C’è anche da dire che in questo periodo sono un pò giù di morale e questo stato d’animo di certo non aiuta.
Quando arrivo a casa comincio a rimurginare su tutti i piccoli scontri avvenuti sul lavoro durante il giorno e il mattino dopo si ricomincia nuovamente daccapo. Non fai in tempo a riprenderti che ti ritrovi a scontrarti nuovamente e ogni giorno che passa ti senti sempre più giù. Durante il week end faccio appena in tempo a riprendere il respiro che si deve ricominciare e le ferie le vedo ancora come un miraggio.
Cosa si dice in questi casi? Stringi i denti e aspetta tempi migliori. Speriamo arrivino presto.

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Lettera a Morfeo

Caro Morfeo macro-800236_1920
Ti ringrazio della tua sollecitudine, ogni volta che il mio capo si appoggia sul cuscino non faccio nemmeno in tempo a tirarmi su le coperte che le tue braccia mi avvolgono subito ed io mi ritrovo in un sonno profondo. Le immagini onoriche sono già in fila con il loro biglietto per poter entrare nella mia testa. Vorrei dirti che, anche se non aspiro a trascorrere tutta la notte in bianco, mi piacerebbe avere qualche minuto di piena lucidità per poter pensare, per poter chiarire qualche idea. Sai non mi dispiacerebbe nemmeno poter dedicare qualche momento per poter pensare a qualche post da scrivere su questo blog. Il fatto è che anche se fino a qualche momento prima mi sentivo pienamente lucido, sveglio, reattivo, nell’attimo in cui mi metto nel letto i miei occhi si fanno subito pesanti, non riesco a tenerli aperti. Eppure un momento prima non avevo nessuna difficoltà. Non capisco se sia la posizione orizzontale o la mancanza di luce.
Dato che all’improvviso gli occhi non riescono più a rimanere aperti – mi ricordano molto quelli del ciccio-bello con cui giocava mia sorella quando era piccola – appena lo mettevi in posizione orizzontale per la forza di gravità si chiudevano!!!
Accidenti, mi stò perdendo, ogni tanto mi capita!!! Cosa ti stavo scrivendo? Ah, si. Dato che appena mi metto in posizione gli occhi, come per un riflesso condizionato, non riescono più a rimanere aperti mi dico: “Va bene, si può pensare anche ad occhi chiusi. Anzì, in questo modo hai meno distrazioni.” Sai cosa succede quando la mia testa formula questo pensiero? Anche la mente comincia ad annebbiarsi. Più che un invito a riflettere sembra un messaggio di chiusura, di spegnimento, come quelli che apparivano nei vecchi pc con installato windows 95, te li ricordi? Andavi su start, selezionavi il comando “arresta il sistema” e poi dovevi attendere il messaggio “E’ ora possibile spegnere il computer.”  Non ci andiamo molto lontano.
Mi piacerebbe poter tenere una soglia ti attenzione minima, almeno per poter continuare a meditare, a pensare, a formulare idee di senso compiuto.

Tutta questa papardella te la scrivo per dirti che sono felice che tu non veda l’ora di abbracciarmi appena scivolo nel letto ma sarei felice se tu mi dessi qualche minuto di piena lucidità tutto per me. Lo so che ho tutto il giorno per pensare ma durante il giorno hai mille attività da fare e non sempre riesci a ritagliarti dieci minuti tutti per te. La notte invece è lunga e poi lo sai che non sono il tipo di persona che va a letto tardi. Non m’imbusto mai più tardi delle 10:30. Anche se per dieci minuti la mia mente rimane lucida come in pieno giorno non succede niente, non credi? Ti rimane tutto il resto della notte!!!

Comunque hai ragione, nonostante tutto ieri prima di stringermi fra le due braccia mi hai sussurrato l’idea per questo post. Lo sai, non sarebbe male se diventasse un’abitudine serale. A me farebbe molto piacere.

 

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