Lettera a Morfeo

Caro Morfeo macro-800236_1920
Ti ringrazio della tua sollecitudine, ogni volta che il mio capo si appoggia sul cuscino non faccio nemmeno in tempo a tirarmi su le coperte che le tue braccia mi avvolgono subito ed io mi ritrovo in un sonno profondo. Le immagini onoriche sono già in fila con il loro biglietto per poter entrare nella mia testa. Vorrei dirti che, anche se non aspiro a trascorrere tutta la notte in bianco, mi piacerebbe avere qualche minuto di piena lucidità per poter pensare, per poter chiarire qualche idea. Sai non mi dispiacerebbe nemmeno poter dedicare qualche momento per poter pensare a qualche post da scrivere su questo blog. Il fatto è che anche se fino a qualche momento prima mi sentivo pienamente lucido, sveglio, reattivo, nell’attimo in cui mi metto nel letto i miei occhi si fanno subito pesanti, non riesco a tenerli aperti. Eppure un momento prima non avevo nessuna difficoltà. Non capisco se sia la posizione orizzontale o la mancanza di luce.
Dato che all’improvviso gli occhi non riescono più a rimanere aperti – mi ricordano molto quelli del ciccio-bello con cui giocava mia sorella quando era piccola – appena lo mettevi in posizione orizzontale per la forza di gravità si chiudevano!!!
Accidenti, mi stò perdendo, ogni tanto mi capita!!! Cosa ti stavo scrivendo? Ah, si. Dato che appena mi metto in posizione gli occhi, come per un riflesso condizionato, non riescono più a rimanere aperti mi dico: “Va bene, si può pensare anche ad occhi chiusi. Anzì, in questo modo hai meno distrazioni.” Sai cosa succede quando la mia testa formula questo pensiero? Anche la mente comincia ad annebbiarsi. Più che un invito a riflettere sembra un messaggio di chiusura, di spegnimento, come quelli che apparivano nei vecchi pc con installato windows 95, te li ricordi? Andavi su start, selezionavi il comando “arresta il sistema” e poi dovevi attendere il messaggio “E’ ora possibile spegnere il computer.”  Non ci andiamo molto lontano.
Mi piacerebbe poter tenere una soglia ti attenzione minima, almeno per poter continuare a meditare, a pensare, a formulare idee di senso compiuto.

Tutta questa papardella te la scrivo per dirti che sono felice che tu non veda l’ora di abbracciarmi appena scivolo nel letto ma sarei felice se tu mi dessi qualche minuto di piena lucidità tutto per me. Lo so che ho tutto il giorno per pensare ma durante il giorno hai mille attività da fare e non sempre riesci a ritagliarti dieci minuti tutti per te. La notte invece è lunga e poi lo sai che non sono il tipo di persona che va a letto tardi. Non m’imbusto mai più tardi delle 10:30. Anche se per dieci minuti la mia mente rimane lucida come in pieno giorno non succede niente, non credi? Ti rimane tutto il resto della notte!!!

Comunque hai ragione, nonostante tutto ieri prima di stringermi fra le due braccia mi hai sussurrato l’idea per questo post. Lo sai, non sarebbe male se diventasse un’abitudine serale. A me farebbe molto piacere.

 

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Pensieri sparsi

Faccio fatica a scrivere. Si, lo so, non è una novità, me lo sono ripetuto più e più volte da quando ho questo blog. Ieri avevo iniziato a scrivere due post differenti entrambi finiti nel cestino. Magari ho l’idea ma non sempre riesco a elaborarla, non sempre sono dell’umore giusto. Inizio in quarta, butto giù tre o quattro righe poi mi blocco e non riesco a trovare la maniera di continuare. Mi metto in pausa, salvo la bozza e torno a leggere qualche altro blog, nella speranza che nel frattempo quella matassa che ho in testa si sciolga e invece… niente, il nodo è ancora lì e non sembra avere alcuna intenzione di sciogliersi.
Mi piacerebbe che le parole mi venissero sussurate, accarezzo il desiderio di poter cominciare a scrivere di getto senza più fermarmi fino alla fine e invece no, mi fermo, mi blocco, ho ripensamenti, mi rileggo e dico: “Ma che schifo ho scritto. Cancella tutto prima che tu ti faccia prendere dallo sconforto e dalla depressione.” Lo so, non sono uno scrittore, nemmeno tento di diventarlo, non ho le carte per esserlo. Si, ok ma non è che allora se uno non è uno scrittore non è più autotizzato a scrivere. Quante persone tengono un diario, o come me un blog, non è che tutti sono degli scrittori, giusto?
Ecco, questo è un’altro dei miei difetti, tento sempre ad ingigandire tutto, o forse sarebbe più corretto dire che ho la tendenza a svilirmi sempre molto facilmente: una sorta di sindrome di Fantozzi. Io questo non lo so fare. Guarda quello, è inutile, non provarci, tanto non ci riuscirai mai. E quello? Magari ci riuscissi anch’io!!!
Ecco, questo è il mio problema: riesco sempre a vedere le qualità altruì e a fatica riesco a vedere le mie. O sono il top o non sono niente; e dato che il top lo sono mai stato, allora mi considero una nullità. Forse dovrei imparare che esiste anche la via di mezzo. Com’è che si dice? Ah si, non è che è tutto o bianco o nero, esistono anche le sfumature. Il problema è che le sfumature io non riesco a vederle.
Al primo fallimento getto subito la spugna ma la cosa peggiore è un’altra. La cosa peggiore è che i miei successi (piccoli) sono come un castello di carte, basta un piccolo errore per far crollare tutto. E’ come se ogni volta dovessi ricominciare nuovamente da zero. E’ come se quell’unico piccolo errore avesse cancellato tutti i piccoli successi ottenuti fino a quel momento. E poi guardo gli altri  e sembra che riescano sempre in tutto. Io so che non è così, ma questa è la sensazione che provo. Ed è una sensazione che mi avvelena perchè mi fa sentire una nullità. E di questo veleno non so quale sia l’antidodo.

Eppure… eppure non tutto è da buttare, ho iniziato questo post con l’affermazione “faccio fatica a scrivere” e intanto parola dopo parola ci ho fatto un post, ho scritto di me, delle mie difficoltà. Ok, non sarà un capolavoro di articolo però credo che sia di senso compiuto (ai lettori l’ardua sentenza). Vedi!!! Ironicamente sono riuscito persino a buttarci dentro un riferimento ad uno scrittore sicuramente più famoso di me!!!

Forse la vera difficoltà non è scrivere; è vero non sempre mi riesce benissimo ma com’è che dice il proverbio? “Non tutte le ciambelle escono con il buco.” Forse la vera difficoltà stà nel lasciarmi andare e nell’aver il coraggio del premere il tasto “pubblica”.

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Casa

 

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Ogni tanto mi capita anche quando sono a casa mia di dirmi: “Voglio andare a casa”. E questa cosa mi fa pensare. Per qualcuno forse ho scoperto l’acqua calda ma sono sempre più convinto che casa non sia tanto un luogo ma uno stato.

Casa è quando stò bene con me stesso e con gli altri.
Casa è quando mi trovo a mio agio.
Casa è quando sento di poter fare una battuta in libertà.
Casa è quando mi sento ascoltato.
Casa è quando non mi sento in ansia.
Casa è quando mi sento di buon umore.
Casa è quando riesco a scacciare i pensieri che mi buttano giù e ha fare quelli positivi.
Casa è quando sento che quello che stò facendo è utile.

Casa è quando, come adesso, scrivo qualcosa che mi piace.

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Speriamo di no…

cold-156666_640La famosa pennicchella che mi ero ripromesso di fare questo pomeriggio è saltata. In realtà ho cercato di appisolarmi ma non ci sono riuscito, avevo freddo!!! E va bene che questa mattina ha nevicato, anche se per la  verità è durato ben poco, ma non è che facesse molto più freddo dei giorni scorsi. Inoltre a casa i caloriferi stanno andando a pieno regime. Allora chissà come mai mi sento al limite da sentire i brividi, non sarà che sto covando qualche cosa? Qualcuno mi dica che non è così, quest’anno speravo proprio di riuscire a evitare l’influenza anche se, andando a controllare il post che avevo scritto l’anno scorso sull’unfluenza che mi aveva colpito, era stato pubblicato il 26 gennaio.
Ciò significa che la tempistica dell’anno passato ha ancora tempo quasi un mese per farmi visita. Spero vivamente che quest’anno salti, anche perchè credo di aver già dato a ottobre quando sono stato costretto un mese a letto con la gamba ingessata.

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Good mornig WordPress!!!

coffee-2425338_1280Buongiorno!!!! Siete tutti ancora a dormire? Non posso biasimarvi, da queste parti fino a pochi minuti fa diluviava, ora nevica!!!!
Io nonostante ieri sera abbia fatto le ore piccole ho recuperato abbastanza in fretta e questa mattina sono già in piedi anche se credo che nel primo pomeriggio mi farò una pennicchella un pò più prolungata del solito. Inoltre da domani si ricomincia la routine quotidiana quindi dovrò salutare i sonnellini pomeridiani, i miei preferiti!!!!
Questa mattina appena mi sono svegliato ho avuto la malsana idea di pesarmi e mi è preso un colpo!!! Durante queste feste sono sempre stato molto morigerato e l’unica occasione in cui ho un poco esagerato è stato, appunto, ieri sera, e oggi la bilancia me la fatto subito notare!!!
Come immaginavo i folletti di wordpress si sono persi anche quest’anno. Chissà dove si saranno dispersi questa volta. Spero solo che siano riusciti anche loro a festeggiare l’arrivo del 2018.
Bene, credo che per il momento sia tutto. Solo due righe per salutarvi, rinnovarvi nuovamente gli auguri buon anno e rompere il ghiaccio con un piccolo post in questo nuovo anno.

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Nel caso non ci sentissimo più…

Sempre a proposito d’ispirazione. Oggi pomeriggio mi sono deciso ad uscire di casa per fare due passi in centro città. Speravo che fare un giretto potesse essere una buona soluzione per farsi venire un’idea per un buon post ma, ahimé, non sempre funziona.
Mi consolo pensando che magari può aver giovato alla linea.
Domani sarò quasi sicuramente tutto il giorno fuori casa e non so se avrò tempo di accendere il computer e mettermi a scrivere due righe. Con molta probabilità questo sarà l’ultimo post che scriverò per il 2017 per cui né approfitto per augurare a tutti un appettitoso cenone di San Silvestro e un buon anno nuovo.

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P.S – Folletti di wordpress se per caso vi perdete anche quest’anno auguri anche a voi!!!

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Lezione sull’ispirazione

thought-2123970_640Due sere fa ho imparato una nuova lezione sul mondo dei blog. Stavo scrivendo un post, una lettera a babbo natale, nulla di impegnativo, doveva essere solo qualcosa di divertente. Un post simpatico che aveva l’unico scopo di strappare un sorriso.
Quando ho cominciato a scriverlo era ormai pomeriggio tardi, molto tardi, diciamo che era ormai quasi ora di preparare cena. Il fatto è che in quel momento mi sentivo abbastanza ispirato. Devo essere sincero, non avevo idea di come avrei proseguito il post, quello che però sapevo è che le idee mi scorrevano fluide, come se mentre stessi scrivendo qualcuno mi suggerisse all’orecchio come procedere con la frase successiva e, per una volta vedevo i polpastrelli delle dita voleggiare sulla tastiera senza troppe interruzioni, cosa che raramente mi capita. Il più delle volte scrivo due righe, mi blocco, cancello, riscrivo poi non soddisfatto cancello tutto. In quel momento invece sembrava quasi che qualcuno mi stesse dettando un testo già scritto. Incredibile!!! Quasi non volevo crederci!!!
Arrivato ad un certo punto guardo l’ora e mi dico: “Si è fatto tardi, esiste una funzione apposta per salvare le bozze, usiamola!!! Riprendo domani.” E così salvo quello che ho scritto in bozze, spengo il computer e mi preparo la cena.
Il giorno successivo (ero a casa in ferie) dopo aver fatto colazione, ed essermi svegliato per bene con una bella tazza di caffelatte, accendo il computer torno sulla bozza che avevo salvato, la rileggo  e… “Bene e adesso come continuo???”
Risultato? Quell’ispirazione che tanto mi aveva preso la sera precedente si era volatilizzata, era scomparsa!!! Ho provato a continuare il post ma quello che scrivevo non mi piaceva, lo avvertivo più come una forzatura, quasi come dire: “Devo completare il post, non posso pubblicarlo in questo modo, senza terminarlo, sembrerebbe un post mozzato, senza una conclusione.” Ho cercato di finirlo ma quello che scrivevo mi pareva più una forzatura, un qualcosa di poco divertente che sviliva la prima parte del post. E così quel post è rimasto tra le bozze in attesa di tempi migliori!!!

Conclusione? Quando avete un’idea portatela a termine e non interrompete mai il flusso di pensieri che la vostra testolina vi suggerisce. Non pensate di poter mettere in pausa e poter riprendere quando volete. Non è detto che lo spunto che avevate riparta da dove l’avevate lasciato, anzì è più probabile che di spunti proprio non ve ne vengano più.
Si vede che in latino non sono mai stato forte, in fondo lo diceva anche il poeta Orazio nelle odi: “Carpe diem” o, per chi come me in latino non è mai stato troppo ferrato, “Cogli l’attimo.”

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