Nuovo inizio

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Un noto proverbio recita: chi bene inizia è già a metà dell’opera. Ieri pensando ai post che scrivo su questo blog mi sono reso conto che questa massima può essere applicata anche quando si inizia a scrivere un articolo.
Vi è mai capitato di avere un’idea per un articolo e quando siete davanti al computer e cominciate a metterla nero su bianco non riuscite a mettere giù nemmeno due righe? Eppure l’idea vi sembra buona!!! Riprovate, riscrivete, vi bloccate, rileggete e nuovamente cancellate. Sembra che quelle due righe vi tengano legati, non riuscite proprio ad andarcene fuori. Quando siete sul punto di rinunciare per fare altro scegliete di fare un’ultimo tentativo. Questa volta invece di usare la solita frase che avevate scelto per l’incipt del vostro articolo decidete di cambiare approccio, ne scegliete una che sembra essere quasi fuori tema rispetto a quello che pensavate di scrivere. Eppure… eppure sembra che questa sia la volta giusta. Terminate le prime due righe vi rendete conto che potete fare un’altra piccola aggiunta, subito dopo un’altra ancora e da queste due nuove aggiunte vi si è materializzata nella testa un’altra idea che si concilia perfettamente con la prima idea che avevate in testa, anzì la perfeziona.

Sembra che l’articolo sia decollato, nuove idee cominciano ad affollarsi nella testa e le mani sulle tastiera non sembrano starci dietro. Vedete che pian piano il vostro post comincia a prendere forma. Vi fermate un’attimo, questa volta però non vi siete bloccati,  dovete solo fare una piccola correzione e quest’ultima vi dà lo spunto per un nuovo pensiero che vi fà aggiungere un nuovo paragrafo al vostro articolo.

Ecco mi sono reso conto che tutto questo capita spesso anche a me. Quando dopo due righe non riesco più a proseguire, prima di mollare tutto e andarmene può essere sufficiente fare un bel respiro e cercare un nuovo inizio provando a vedere il tutto sotto una prospettiva diversa che prima non avevo considerato.

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La bottiglia

sea-1377712_1920Mi sono sempre domandato che fine hai fatto. Se pensate che mi stia riferendo ad una persona mi spiace deludervi, non è così: il mio pensiero va ad una bottiglia. Una bottiglia d’acqua.
Forse è meglio che faccia un passo indietro. Estate 1992, sono già trascorsi 26 anni, come vola il tempo!!! Comunque, ero in vacanza con la mia famiglia, il mio primo viaggio fuori dai confini nazionali, destinazione Barcellona.
Un pomeriggio, durante il viaggio, ci fermiamo per fare una nuotata in mare – non ricordo nemmeno dove esattamente. Mio papà prende dal bagagliaio una bottiglia d’acqua ancora da aprire e, probabilmente con l’intenzione di rinfrescarla dopo essere stata per ore in auto sotto il sole cocente, la incastra in una roccia facendo attenzione che non si muova ma che stia dentro l’acqua del mare, decisamente più fredda della temperatura esterna.
Dopo di che anche lui si tuffa in mare e ci raggiunge per fare il bagno nel mare. Dopo esserci rinfrescati in acqua torniamo sulla spiaggia per asciugarci al sole. Nel frattempo mio papà va a controllare se la bottiglia è ancora al suo posto scoprendo che invece la corrente se l’era portata via.

E’ una storia semplice, quasi banale eppure ogni tanto mi torna in mente questa bottiglia e ogni volta mi domando che fine avrà fatto. Forse si è semplicemente frantumata in mille pezzi andando a sbattere contro uno scoglio (era di vetro), o magari la corrente l’ha fatta approdare dolcemente sul bagnasciuga e qualcuno vedendola ancora integra ha deciso di bersela (anche se ne dubito assai). Oppure chissà, la corrente l’avrà allontanata sempre di più dalla terra ferma e avrà iniziato un lungo viaggio al largo e magari dopo tutti questi anni  è ancora in mare in cerca di un approdo sicuro

Non credo che si saprà mai ma mi piace pensarla ancora in mare aperto in giro per il mondo.

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Sognare la normalità

sleep-2001207_1920Non ricordo mai i sogni per intero, generalmente mi rimangono impressi solo degli spezzoni, dei flash, delle immagini, niente di più. Magari alcune volte mi capita di svegliarmi nel bel mezzo della notte dopo aver fatto un bel sogno e pensare: “Devo tenermi stretto il ricordo adesso che ce l’ho chiaro nella testa.” Non ho mai la forza in piena notte per alzalmi e annotarmelo subito su un foglio, anche perchè, mi riaddormento appena mi rigiro nel letto. La mattina, dopo il risveglio, l’unica cosa che ricordo è quella di aver fatto un bel sogno; quale però fosse l’oggetto di tale esperienza onorica che tanto mi aveva fatto risvegliare di buon umore nel bel mezzo della notte rimane un mistero.

Quei frammenti di sogno che riescono a sopravvivere all’oblio della notte riescono anche a sfuggire al trascorrere del tempo e riesco a rammentarli anche a distanza di anni.
Proprio questa mattina mi è tornato alla memoria uno di questi frammenti, un sogno che, azzardo, avrà almeno vent’anni.

Penso che ad imprimere questo sogno nella mia memoria abbia contribuito la sensazione di “normalità” che mi ha dato.
In questo sogno ero all’interno di un’auto sul lato del guidatore, cosa strana dato che non ho nemmeno la patente, ma si sa nei sogni tutto è permesso. Comunque, stavo guidando con entrambe le mani sul volante nella classica posizione dei neopatentati sulle 10 e 10 quando, ad un certo punto, occorreva cambiare marcia, ho staccato la mano destra dal volante, l’ho messa sul pomello del cambio, ho inestato la marcia successiva e… non ho nemmeno fatto in tempo a rimettere la mano sul volante che il mio neurone deputato alle esperienze onoriche ha staccato la spina. Che scortese!!!!

Nonostante l’interruzione improvvisa del sogno è stato bello provare per un solo attimo a sapere cosa si prova a poter utilizzare la mano destra!!!

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Senza idee per gli strumenti che sai usare

Ieri avevo in mente un post, ho provato a buttarlo per iscritto ma sinceramente non mi era piaciuto granché come stava venendo, così l’ho lasciato da parte in attesa di tempi migliori, vediamo se la notte ha potato consiglio.

Allora, vediamo…. Spesse volte, forse troppe in questo diario virtuale mi è capitato di affermare di non avere idee per un post e – devo essere sincero – la cosa mi faceva arrabbiare a causa del braccio sifolo. Voi adesso vi chiederete: “Che connessione c’è tra un braccio offeso e la mancanza di idee per un post?” Lo ammetto apparentemente nessuna. Apparentemente.

 

Guardate queste due immagini rammentando che chi scrive è un  blogger invalido con un braccio offeso: qual’è la loro differenza? Non riuscite a coglierla? Non vi preoccupate me l’aspettavo: la chitarra – come quasi tutti gli altri strumenti – ha bisogno obbligatoriamente di due mani per poter essere utilizzata, il pc no. Un computer può venire utilizzato nel pieno delle sue funzioni anche con una sola zampetta.

Mi ritengo una persona che sa utilizzare lo strumento informatico. Si, ok non sono un genio, ma se mi mettono davanti ad un computer e mi dicono di registrarmi ad un sito, scrivere qualcosa un foglio word o creare un foglio excel non entro in panico come potrebbe fare un neofita. Riesco a fare tutto senza particolari problemi.

Non mi state seguendo? Posso capirlo!!! Quello che voglio dire è che tra i vari strumenti – non solo musicali di cui ho portato l’esempio – il computer è “compatibile” con l’utilizzo di una sola mano. Il fatto di saperlo usare e di averlo a disposizione mi fa rabbia quando non trovo argomenti per il blog perchè mi dico: “Accidenti, questo strumento posso e so usarlo e non so in che modo usarlo.” E’ un pò come dire avere a disposizione una cucina fantastica, con tutti gli elettrodomestici di ultima generazione, essere un buon cuoco ed avere il frigorifero e la dispensa vuoti!!!

Immagino che qualcuno potrebbe obbiettarmi dicendo: “Si, ok, ma con il pc non ci fai solo un blog ma ci fai anche altro.” Si, ammetto che l’obbiezione è corretta ma che sia un testo, una fotografia, un video è cosa buona che sia una tua idea, magari elaborata prendendo spunto da qualcosa che hai trovato in rete, ma sempre tua.

Chissà se sono riuscito a spiegarmi?

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Chi non muore si rivede!!!!

Chi di voi conosce questo sito? I siti internet sono un’invenzione relativamente recente, nonostante tutto anche per loro c’è stata una evoluzione e tutti quanti più o meno sono cambiati da quando sono stati pubblicati per la prima volta in rete.

Wayback machine è una sorta di “macchina del tempo” dei siti: inserite l’url, scegliete la data e la pagina vi mostra com’era la grafica di quel sito in quella precisa data.

headstone-312540Quando splinder ha chiuso i battenti ho deciso che il mio blog seguisse il suo destino, non ho fatto nessun backup pensando che con la chiusura della piattaforma anche il mio blog sarebbe finito in un buco nero dal quale nessuno l’avrebbe più recuperato. Oggi per pura curiosità ho provato a ricercare il mio vecchio blog tramite quest sito e, con mia grande sorpresa, mi ha proposto una data nel quale il mio vecchio diario era ancora registrato.
Cliccando sopra la data mi è apparsa una schermata senza alcun template ma con alcuni post (non tutti) del mio vecchio blog che pensavo morto e sepolto.

 

Quando si dice di stare attenti a cosa si pubblica in rete che non viene perso mai niente eh!!!!

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Tempo da blog

Ieri era proprio un tempo da blog. Avete presente quelle giornate grigie, cupe, che vi costringono a tenere accesa la luce nonostante fuori sia pieno giorno, con la pioggia che continua a picchiettare sui vetri delle finestre  e il vento che riesce ad entrare – non si sa in che modo – tra i serramenti ancora nuovi e che sembra ululare come un lupo mannaro? Ecco ieri era proprio un giorno del genere, uno di quei giorni in cui si ha voglia di mettersi sulla poltrona con una coperta pesante sulle gambe, una tazza di thé o cioccolata bollente a portata di mano, un portatile su cui scrivere o, in alternativa, un buon libro da leggere e, per i più fortunati che hanno questa possibilità, un caminetto acceso che aiuta a scaldare la stanza e a rendere più accogliente l’ambiente. E per chi, invece, un caminetto non ce l’ha, bhé chiudete gli occhi e immaginate. Si, però attenti a non assopirvi, che Morfeo e lì dietro l’angolo che non vede l’ora di abbracciarvi alla prima disattenzione. E se proprio siete sprovvisti d’immaginazione e in quel giorno il vostro neurone ha chiesto ferie potete sempre farvi aiutare da qualche immagine

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Uno sguardo indietro

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Oggi pomeriggio ho fatto qualcosa che non faccio spesso: mi sono guardato indietro, ossia ho riletto parte del mio blog, soprattutto i primi post che avevo pubblicato durante il primo anno e l’impressione che ho avuto è che all’inizio ero molto più spontaneo e meno ingessato. E la cosa mi ha fatto un pò strano, non dovrebbe essere il contrario? Non dovrebbe succedere che un blogger più scrive e più si scioglie e si lascia andare? Alcuni articoli nemmeno ricordavo più di averli scritti e per me è stato un pò come facevo notare in questo post , ritrovare qualcosa che non si ricordava più di aver fatto.

I miei post non sono mai stati particolarmente lunghi, il più lungo che ricordo di aver mai scritto raggiungeva più o meno le 500 battute e a  pensarci è forse proprio questo che mi ha reso un pò più ingessato: il voler per forza scrivere post lunghi senza mai riuscirci in realtà, cercando di darci uno stile che non era il mio e per questo perdendo di spontaneità. Dirò di più, leggendo i commenti di alcuni di questi post sembra che siano stati anche quelli più apprezzati e proprio grazie a loro alcuni blogger hanno cominciato a seguirmi.

Ultima nota non pò malinconica e nel vedere che alcuni blogger non si vedono più e sembrano aver deciso di abbandonare definitivamente il mondo dei blog.

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