Pensieri impazziti

Qualche tempo fa ho scritto questa lettera a Morfeo nella quale lo ringraziavo di essere così sollecito quando mi mettevo sotto le coperte: non facevo nemmeno in tempo ad appoggiare la testa sul cuscino che lui mi aveva già avvolto tra le sue braccia. Gli chiedevo però la cortesia di lasciarmi qualche minuto libero per poter pensare e, credo che lui abbia ricevuto il mio messaggio perchè ultimamente non mi addormento proprio all’istante.

Se vi chiedessi di scegliere un’immagine che rappresenta un pensiero probabilmente mi proporreste la fotografia di una persona assorta, oppure di una lampadina, anche se quest’ultima più che un pensiero rappresenterebbe un’idea. Io invece sceglierei questa:pinball-led-3549997_1920
si, non ho sbagliato, è proprio l’immagine di un flipper e sapete perchè? Se mi date cinque minuti i miei pensieri non fanno un ragionamento logico, lineare ma cominciano a saldare da un ricordo ad un altro in maniera quasi impazzita esattamente come la pallina di un flipper!!!
Magari inizio pensando alla giornata lavorativa appena trascorsa e il secondo dopo mi ritrovo immerso nelle acque del mar ligure dove da bambino trascorrevo le vacanze. Un’attimo dopo eccomi durante l’esame di maturità e il nanosecondo successivo, senza apparente conseguenzalità mi ritrovo a pensare al blog e al prossimo post che potrei scrivere. Ma non riesco a concentrarmi ed eccomi a salire un sentiero di montagna dove questa estate ho trascorso le mie vacanze. E, dato che non riesco a stare fermo la mia mente torna all’ultima puntata di “ER – medici in prima linea” che ho guardato e mi riporta indietro nel tempo a quando sono rimasto ricoverato in ospedale.

Neurone mio che stai nella mia testa fermati un’attimo, calmati, respira, prendi fiato. Se continui a saltare da una parte all’altra non riesco a starti dietro e alla fine rimango più confuso di prima. Non avere fretta di fare tutto e subito. I pensieri sono stati inventati per potersi chiarire le idee e non per disorientarsi. Forse è per questo che Morfeo è sempre così ansioso di abbracciarmi ogni volta che m’imbusto.

 

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Cartaceo o digitale?

ebook-2467267_1920Qualche tempo fa ho scritto questo post sul medoto di scrittura che preferisco, ora a distanza di quasi un anno e mezzo arriva la seconda parte ossia: se devi scegliere come preferisci leggere: carta o e-book?
Non mi considero un lettore accanito, nonostante ciò da quando nel 2013 ho acquistato il mio primo kindle le mie letture sono aumentate trasticamente.
Quando mi sono reso conto di questa cosa mi sono posto subito questa domanda: “Possibile che il cambiare un supporto possa influenzare in maniera così netta sul piacere della lettura? In fondo alla fine l’azione che compi è sempre la stessa: leggere” Ogni tanto mi è capitato ancora di passare davanti a qualche libreria e di vedere se c’era in esposizione qualche libro che avevo già letto in formato digitale, è capitato che alcune volte me ne capitasse uno e mi dicessi: “Davvero ho letto quel tomo? E dire che se prima di leggerlo in formato digitale lo avessi visto in formato cartaceo lo avrei classificato come “mattone”!!!! E invece… è stato un bel libro.”

In realtà non credo che il piacere dipenda dal fatto che quando leggi in formato digitale non ti rendi conto di quanto è “alto” un libro: quando ne acquisto uno oltre a leggermi la sinossi e le varie recensioni caccio l’occhio anche nel vedere quante pagine ha nel formato cartaceo.
E allora perchè il digitale mi ha fatto apprezzare di più il piacere della lettura? Mi sono dato delle risposte e alcune sono di carattere squisitamente pratico. Avete mai provato a tenere aperto un libro di 500 pagine con una sola mano e contemporaneamente sfogliarlo? Allora già tenerlo ben aperto per più di mezz’ora con una sola mano – soprattuttto se siete a circa metà – vi cominciano a venire i crampi al pollice e, ogni volta che dovete cambiare pagina, vi ritrovate quasi sicuramente alla copertina d’inizio ed ad aver perso il segno.  Tutto questo ve lo dico per esperienza personale. Con un kindle invece posso leggermi un libro anche di mille pagine senza dover fare esercizi di muscolatura (anche se forse un pò mi servirebbero) e sfogliare le pagine con un dito.
Ci sono poi altre motivazioni, anche queste di carattere pratico. Porto gli occhiali e non ho proprio la vista di un’acquila; quando mi capitava di leggere un libro con un testo molto fitto alcune volte mi accadeva di rileggere la stessa riga per più volte, un pò come quando i dischi o i cd s’incantavano, perdere il segno, il significato di ciò che stavo leggendo e alla fine anche la pazienza. Con la possibilità che ha un ebook di scegliere la grandezza di un carattere e la distanza tra le righe, leggo molto meglio e più volentieri.

Infine altre due caratteristiche, anche queste di carattere pratico ma che poco hanno a che fare col le capacità fisiche o visive di una persona. Vi è mai capitato di leggere un romanzo in cui, oltre ai due o tre personaggi principali c’è anche una sfilza di personaggi minori che vengono richiamati magari a distanza di diversi capitoli? Ogni tanto mi capitano sotto mano questi romanzi e quando mi succede mi sento molto Don Abbondio nei Promessi Sposi: “Carneade chi era costui?”. Ecco una delle funzioni più belle di un kindle è la possibilità di poter ricercare in un lampo il punto dove il personaggio viene presentato senza doversi rileggere il libro dall’inizio.
Da ultimo il vocabolario: la possibilità di poter sapere il significato di una parola senza praticamente dover interrompere la lettura o doversi portare appresso il dizionario della lingua italiana.

Se siete arrivati a leggere fino a qui penso che abbiare intuito che personalmente preferisco leggere sugli e-book piuttosto che su un libro cartaceo, vorrei però che sia chiara una cosa: questo post non voleva essere una pubblicità agli e-book o un inno alla lettura digitale ma solo una serie di motivazioni per le quali – almeno per il sottoscritto – il digitale ha aiutato ad apprezzare di più la lettura.

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Quotidianità e proprietà commutativa

Vogliamo parlare di abitudini? Io alzo la mano perchè mi ritengo facente parte di questa strana specie. Sono una persona trementamente abitudinaria: se mi è possibile faccio le spese sempre lo stesso giorno della settimana, i prodotti che acquisto sono sempre gli stessi, la mia dieta comprende sempre più o meno gli stessi piatti e sempre  cucinati negli stessi giorni, il bucato lo faccio sempre il sabato mattina. E cosa c’è di male nell’essere abitudinari? Niente fino a quando non ci rimani intrappolato. Si perchè è proprio di questo di cui voglio parlare: il pericolo di rimanerci imprigionato e non sempre te ne accorgi subito, alle volte hai bisogno del tempo per rendertene conto ma, come si dice, questo è anche il primo passo per poter uscire da questa prigione senza sbarre.prisoner-296515_1280

Fino a quando la tua routine quotidiana prosegue sempre sullo stesso binario senza ostacoli tutto va bene, ma appena accade un imprevisto che scombina i tuoi programmi e ti rendi conto di non saper superare la novità senza entrare in ansia, allora forse c’è un qualcosa che non va. Si, perchè non è la novità ad essere il problema, ma la tua reazione, la tua incapacità nel dire: “Va bene, che problema c’è? Invece di fare questo oggi lo faccio domani” oppure “Invece di fare sabato mattina il bucato lo faccio nel pomeriggio” o ancora “faccio subito questa cosa oggi così domani sono libero per quell’uscita che non era prevista.”

A chi mi legge sembrerà una sciocchezza e scrivendola mi rendo conto che lo è (in realtà me ne ero reso conto senza nemmeno bisogno di metterla nero su bianco). Devo però essere sincero, sono talmente preso dalle mie consuetudini che quando accade un piccolo imprevisto la mia prima reazione è di irrigidimento, poi torno in mè e mi dico: “Mario ma stai scherzando, vero? Davvero ti fai prendere dal panico per questa sciocchezza? No, non deve esistere!!!! Se non fai questa cosa oggi, la puoi fare benissimo domani e la vita non ti cambia.”
In fondo è un pò come la proprietà commutativa che ti hanno insegnato fin dalle elementari, giusto? Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia!!!!

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Nooooo, ancora!!!!!

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Speravo che settembre potesse portare un clima più mite pare però che l’estate non voglia abbandonarci definitivamente, anzì, sembra proprio che non abbia nemmeno intenzione di tirar fuori la valigia dall’armadio e cominciare a preparare i bagagli. Dopo la repentina diminuzione di temperature di inizio settembre che sembrava voler far ben sperare, le temperature sono tornare a crescere, non siamo più ai livelli torridi di metà agosto però… Ecco per il cambio dell’armadio c’è ancora tempo!!!

Il problema stà nel fatto che questi cambi di temperatura non mi fanno bene: settimana scorsa mi si è rotto “il rubinetto” del naso facendomi terminare in pochi giorni l’intera scorta di fazzoletti che avevo nel cassetto, in seguito è subentrata una tosse e un lieve dolore al petto quando tossivo forte, quest’ultimo sintomo mi ha fatto subito alzare le antenne. Dopo due pleuriti ho cominciato a riconoscere i sintomi, sono così corso dal medico che mi ha fatto cominciare subito la cura di antibiotici. E’ da una settimana che sono agli arresti domiciliari ma i dolori non sono ancora cessati del tutto. Spero solo di aver iniziato la cura in tempo, l’ultima volta – infatti – mi avevano ricoverato direttamente!!!!

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Ritorno con sorpresa

present-1417609_1280 Sono rientrato dalle ferie vere e proprie circa due settimane fa e ho riconciato il lavoro da una settimana. Ora che inizia settembre e anche il clima in città è tornato decisamente più respirabile rispetto a metà agosto è ora di rimettere mano al blog che da troppo tempo è rimasto abbandonato.
Sono trascorsi quasi due mesi dall’ultima volta che ho messo piede su wordpress e oggi mi sono deciso finalmente a fare nuovamente capolino. E il rirorno mi ha riservato una sorpresa.
Circa due anni fa proprio in questo periodo scrivevo questo post sulla mia prima piattaforma di blogging: splinder. Il post terminava con la speranza di rivederlo rinascere prima o poi nell’etere. Bhè pare che dopo due anni il mio desiderio si stia realizzando e probabilmente non ero l’unico che si augurava che questa cosa si potesse realmente avverare.
Non si tratta propiamente di una nuova piattaforma di blogging in quando da quanto si legge in progetto poggia ancora su wordpress;  l’idea però mi entusiasma e spero che con il tempo lo si possa vedere realmente rinascere come un tempo.

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Mai cadere nella tentazione del cancellare

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E’ da più di un mese che non metto mano al blog. “Nell’attesa faccio altro”. Quando ho scritto il titolo del mio ultimo post che ho pubblicato avevo una strana sensazione, come una specie di presagio, un presentimento che in parte si è avverato. Già perchè dovete sapere che nell’attesa il blog è stato persino cancellato per poi risuscitare.
Non intendo tediarvi con il motivo che mi ha spinto a prendere questa scelta presa un pò troppo frettolosamente vi dirò invece quello che succede nei momenti appena dopo aver dato l’ordine di cancellazione definitiva.
Improvvisamente mi sono tornati alla memoria tutti i post che ho scritto e pubblicato in questi cinque anni: una sorta di album fotografico. Dal primo post che ha dato il titolo a questo blog all’ultimo pubblicato, passando dall’unico che ho scritto di getto una sera dopo cena (questo). Mi è tornato in mente quello un cui parlo dei miei giochi preferiti da bambino, a quello scritto di ritorno da una vacanza in montagna con gli amici. Quello in cui parlo della mia predilezione per la tastiera rispetto alla biro senza dimenticare  quello in cui parlo dell’indumento più complicato da indossare con una mano.
Insomma mi sono reso conto che il blog è qualcosa a cui senza rendertene conto più passa il tempo più ti affezioni, anche se ogni tanto viene bistrattato, anche se non sei sempre regolare nelle pubblicazioni e a volte non sai proprio cosa scrivere, anche se ogni tanto di dimentichi di avercelo. Nel momento in cui lo cancelli ti rendi conto che tu non vuoi avere un blog, tu vuoi avere quel blog perchè è quello che tu hai scritto e per il quale ci hai perso tempo. Perchè ogni singolo post l’hai pensato e creato tu e non è stato un semplice copia – incolla.
Alla fine non ho più retto e ho scritto al team di wordpress perchè venisse ripristinato. Per la cronaca chi avesse cancellato il suo blog ha tempo trenta giorni per poterci ripensare.

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Nell’attesa faccio altro

boredom-1977519_1920Quante volte vi è capitato di voler scrivere un post e non riuscire ad esternarlo, di non essere in grado di metterlo nero su bianco? Magari scrivete due righe e poi vi bloccate, l’incipt del vostro post non vi convince, non vi piace e allora cancellate e rimanete li davanti al computer di fronte ad uno schermo bianco. A me è capitato spesso e volentieri: scrivo, mi fermo, cancello, riscrivo, cancello nuovamente e rimango lì aspettando che arrivi l’idea geniale che puntualmente sembra starmi alla larga. Ancora non ho capito che cosa gli ho fatto di male, vorrei tanto scoprirlo almeno potrei scrivergli un post di scuse!!!!

Comunque, cosa stavo dicendo? Ah si, io e il foglio bianco che molte volte rimaniamo lì a guardarci reciprocamente come due innamorati (che romantico che sono questa mattina, si vede che sono ispirato!!!!). Quando vedo che trascorrono più di due minuti e non sono riuscito a mettere giù due righe dovrei decidermi a spegnere tutto, alzarmi e uscire di casa, fare una passeggiata, fare qualunque cosa possa occuparmi la mente in qualcosa d’altro invece di stare lì a scervellarmi, a spremermi le meningi senza ottenere risultati e arrivando a sera non avendo cuncluso nulla.

Perchè allora non lo faccio? Durante la settimana non accendo quasi mai il computer di casa, se lo faccio è perchè devo fare qualcosa che non posso rimandare. I post di questo blog sono stati scritti quasi totalmente durante il week end, ricordo solo un articolo che ho scritto durante una serata infrasettimanale ma generalmente, quando ritorno dal lavoro dopo otto ore trascorse davanti ad un monitor accendere il pc non è tra le mie priorità, preferisco aspettare il sabato o la domenica mattina quando i miei occhi sono un pò più riposati. Ed è proprio questo il motivo per cui non mi schiodo dal pc anche quando l’ispirazione non arriva, perchè so che altrimenti durante la settimana non riuscirò più a scrivere.

Devo però ricordare a me stesso che per scrivere un post non serve un intero fine settimana, è sufficiente anche mezz’ora se si ha un’idea chiara in testa. Spegnere tutto e mettersi a fare qualche altra cosa può essere più proficuo che rimanere in attesa di qualcosa che non arriva. E’ successo qualcosa del genere proprio ieri: volevo scrivere un post ma non riuscivo a cominciare, alla fine mi sono deciso. Non ho nemmeno messo in stop il computer, l’ho proprio spento dicendomi: “Oggi non è giornata”. Mi sono infilato le scarpe e sono uscito per una breve passeggiata. A cena avevo alcuni ospiti, e invece di ordinare la solita pizza mi ero ripromesso di cucinare qualcosa fatto in casa.
Risultato? Dopo la cena preparata in casa e una piacevole serata trascorsa tra amici, quando mi sono messo a letto, prima di chiudere gli occhi ho avuto l’idea per questo post… O forse Morfeo ha ricevuto la lettera che che gli avevo scritto qualche tempo fà sul blog, chissà.

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