Una sola parola – CALDO

heat-149937_1280Ok che d’estate è normale che ci sia caldo ma qui si esagera. Se fino a qualche post fa mi lamentavo che il mio blog – neurone si era eclissato, ora posso affermare con sicura certezza che gli altri si sono sciolti sotto il sole e, quando il blog – neurone tornerà a casa si accorgerà di essere l’unico soppravvissuto della specie.

Nell’ultimo post dicevo di aver cominciato a fare movimento, oggi ho preferito saltare prima di prendermi un bel colpo di sole anche perchè – miracolo di queste giornate – riesco a sudare come se avessi fatto la maratona di new york stando seduto alla postazione del pc o peggio dormicchiando sul letto.

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Un pò di movimento

Senza titolo.001Scrivere per sé è importante, ormai anche la scienza lo ha dimostrato: aiuta a chiarirsi le idee, diminuisce l’ansia, aiuta l’autostima e ha tanti altri aspetti positivi, quello che però non ti dicono è quali sono i suoi aspetti negativi.
Come leggere, anche fare un blog è un’attività sedentaria e, per chi già di lavoro deve stare otto ore incollato su una seggiola, deve stare attento perchè senza accorgersene può scoprire di avvertire un certo senso di ehm… come dire…. pesantezza. E non nel senso mentale, non che abbia dei pensieri che ancora lo tormentano, ma proprio nel senso fisico del termine, scoprire che ti sta crescendo la baga – termine dialettale bresciano per indicare la pancia.

E allora che si fa? Si mangia di meno mi direte voi ed è giustissimo ma, ahimè, pare che la cosa non sia sufficiente, bisogna cominciare a muoversi. Non c’è bisogno di fare palestra, basta semplicemente schiodarsi dalla postazione pc e cominciare a camminare, andare al parco e scoprire che dopo tutto non sei l’unico che ha bisogno di fare un pò di esercizio fisico, scoprire che anche camminare ha i suoi effetti positivi: stimola la creatività (l’idea di questo post mi è venuta proprio questa mattina mentre camminavo al parco), fa perdere peso (quando sono tornato a casa mi sono pesato e mi sono stupito), aiuta a socializzare (su questo ci devo lavorare ancora un pò).
Come cantava Silvia Salemi qualche anno fa: “…sai che dovresti venirci anche tu anche se a casa stai comodo.”

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Attesa e piacere

apple-1842297_1280I personal computer, ma in particolare le tastiere mi hanno sempre affascinato e sinceramente non so nemmeno io spiegarmene il motivo. Credo che quello che più m’incanta è l’idea che, in uno spazio così piccolo, tu possa scrivere un’infinità di pensieri e, se a questo si aggiunge il fatto che con la tecnologia attuale, anche senza avere strumenti che solo la Nasa può avere, riesci raggiungere tutto il mondo bhe’, che dire, sei al top!!!!

Purtroppo questo succede solo nell’immaginario perchè, quando poi ti trovi di fronte ad una schermata bianca, le cose cambiano totalmente prospettiva, almeno per me, almeno in questi ultimi tempi. Pensieri da mettere nero su bianco? A quali pensieri mi riferivo? Sì perchè, sai com’è, di riflessioni, di considerazioni, sinceramente non riesco a farne nemmeno mezza. Sarà che è esplosa l’estate e il caldo non stimola la meditazione, sarà che i pensieri non sono più capace di bloccarli e metterli per iscritto, sarà una miriade di altre motivazioni che non sto qui ad elencarvi per non tediarvi, sta di fatto che tutto rimane nell’immaginario come una bella favola. Come uno strumento che non sono capace di valorizzare appieno.

La cosa brutta è che tutta la settimana lavoro davanti ad un computer e tutte le volte penso: “Non vedo l’ora che arrivi il fine settimana per potermi mettere davanti al pc di casa e poter scrivere” Poi, quando arriva il tanto sospirato week end, terminate le incombenze casalinghe, ti siedi alla tua postazione, accendi il computer e ti rendi conto di averlo acceso senza motivo, non hai nulla da raccontare. Eppure è un momento che hai atteso per tutta settimana!!! E’ in questo istante che mi torna in mente quella lezione d’italiano fatta alle medie sul “sabato del villaggio” di Leopardi in cui tutto il villaggio attende il fine settimana per potersi riposare e fare chissà che per poi attendere che la settimana abbia nuovamente inizio.
Una poesia che – secondo me – è stata un pò rivisitata dalla pubblicità del campari che facevano vedere qualche tempo fa in cui la voce fuori campo recitava: “E se il piacere fosse adesso? Prima che tutto cominci? In fondo non è forse vero che il piacere dell’attesa è essa stessa il piacere?”

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Tornare a scrivere

inspector-160143_1280Ho la sensazione di non saper più scrivere, ti non avere più idee. No, non c’è bisogno che mi diciate che non è una bella cosa per un blogger, lo so anch’io. Se non fosse che mi dispiace buttare via cinque anni di blog avrei già chiuso. Ma, ahimè, non ho il coraggio di compiere questo passo, so che il giorno in cui dovessi tornare a scrivere, e questo blocco che mi sta perseguitando da troppo tempo dovesse finalmente sciogliersi e andarsene, me ne pentirei amaramente. Mi è già capitato una volta di compiere questo errore e non voglio ripeterlo, non a questo punto per lo meno, non dopo cinque anni!!!

Credo, ma non ne sono sicuro, che questo problema derivi dal fatto che pian piano sto perdendo l’entusiasmo e se si è nascosto non so proprio dove andarlo a cercare per recuperarlo. Si è nascondo veramente bene questa volta!!! So che appena ho aperto questo blog mi dicevo: “Potrei parlare di questa cosa” “Non ho ancora scritto niente su quest’argomento” oppure “E’ giunto il momento di scrivere su quest’altra cosa” Adesso? Adesso sembra che nella mia testa ci sia un completo deserto.

In questo periodo di silenzio mi sono dato alla lettura sperando che mi potesse aiutare a sbloccarmi, ma sembra che nemmeno quella abbia funzionato, mi sento ancora ingarbugliato. Si, ho scritto bene ingarbugliato, perchè in realtà qualche idea ce l’ho ancora ma è come se non sapessi più metterla per iscritto, se non fossi più in grado di esternarla, se non sapessi più da dove cominciare per sbrogliare la matassa, o forse, più semplicemente, non sono ancora pronto.

Forse dipende anche dal mio umore, perchè non solo non riesco più a scrivere ma sono diventato sempre più taciturno, ogni volta che vorrei dire qualcosa mi morsico la lingua e mi dico: “lascia perdere, a non dire niente di sicuro non sbagli!!!” E così fa a finire che mi tengo i miei pensieri solo per me evitando magari piccole discussioni che preferisco evitare.

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Andare in bicicletta

bike-ride-1122885_640Suonare uno strumento musicale che non sia il triangolo, fare una ferrata in montagna, andare in bicicletta: di queste tre cose solo l’ultima avevo imparato a fare.
Vicino alla casa dove  abitavo da piccolo c’era un grande parcheggio per una fabbrica e proprio lì con mio fratello avevo imparato ad andare in bicicletta, cosa che oramai non faccio più. Perchè? Troppo pericolo. E vi assicuro che quando si avvicina la bella stagione e c’è chi propone la tipica biciclettata fuori porta il non poterci andare un pò mi pesa.
Immagino che vi domanderete: “Ma se hai imparato cosa c’è di pericoloso? Hai paura del traffico?”

Il problema era questo: col il piede destro non avevo (e non ho) articolazione. Se cammino con le ciabatte il più delle volte le perdo senza nemmeno rendermene conto. Con la bicicletta era lo stesso: capitava che mentre pedalavo tranquillamente il piede prendesse la tangente e andasse per i cavoli suoi, a quel punto cercare di rimetterlo sul pedale in corsa senza cadere era praticamente fatica sprecata. Il destino delle mie ginocchia era segnato!!!

Cadere in un parcheggio dove le poche auto presenti sono ferme è una cosa, sfidare la sorte in strada, dove le auto sfrecciano a velocità assurde ed è un miracolo se riesci ad evidarle, e devi preoccuparti anche che il tuo piede non se ne vada per i fatti suoi è un’altro. E così andare in bicicletta è tornato ad essere un sogno.

Qualcuno mi ha proposto la soluzione di mettere quelle cinghiette dove infili  il piede in modo da farlo rimanere al suo posto ma anche in questo caso non mi sento sicuro.
Quando corro o cammino posso arrestarmi in piena sicurezza e quando mi capita di doverlo fare perchè magari qualcuno mi taglia la strada (si succede anche ai pedoni!!!) ho un senso di rabbia perchè mi domando: “Ma perchè non posso sentirmi così sicuro anche nell’andare in bicicletta?” A quel punto interviene sempre la parte saggia di mè che mi ricorda che io posso ancora camminare e non mi devo lamentare.

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Venti minuti

hourglass-23654_1280Bene, in questo momento il mio orologio segna le 19:06 e mi dò venti minuti per metteregiù due righe.
Immagino che vi domanderete il perchè di tutto questo. Dai non negatelo lo so che ve lo state domandando. Volete sapere il perchè di tutta questa pantomina? La motivazione è presto detta: oggi sono rimasto quasi tutto il giorno davanti al pc, eccetto un’oretta in cui sono uscito per fare due spese e buttare lo sporco. Ed il risultato? A parte fare zapping nel web non ho concluso granchè. Ed il rendermene conto mi ha un pò intristito, sempre più spesso non riesco a concludere nulla. Forse bisogna darsi una mossa, forse occorre “forzarsi” -o forse sarebbe meglio dire- “sforzarsi” un pochino per cui mi sono imposto venti minuti di tempo in cui buttar giù un post di senso compiuto.

Ok, se leggo queste poche righe il post c’è, il senso compiuto un pò meno. Ho tempo altri sei minuti per dargli un senso. Ma perchè quando del tempo nè hai bisogno lui scorre sempre troppo in fretta? Ok, avete ragione, non soffocatemi d’insulti nel dirmi che hai avuto tutto il giorno per scrivere un post e ti sei ridotto all’ora di cena (che è ancora da preparare). Mi sembrerebbe di tornare indietro nel tempo quando a scuola dovevo preparare le lezioni per il giorno successivo.

Conto alla rovescia: -10 -9 -8 -7 -6 -5 -4 -3 -2 – 1

Tempo scaduto

Temo che venti minuti non siano sufficienti!!!

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Auguri!!!

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So di essere stato un pò assente in questo periodo ma, anche se la creatività sembra essersi volatilizzata, non posso esimermi dallo scrivere almeno un brevissimo post per fare a tutti i blogger di wordpress e chi passerà da queste parti auguri di Buona Pasqua.

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