Andare in bicicletta

bike-ride-1122885_640Suonare uno strumento musicale che non sia il triangolo, fare una ferrata in montagna, andare in bicicletta: di queste tre cose solo l’ultima avevo imparato a fare.
Vicino alla casa dove  abitavo da piccolo c’era un grande parcheggio per una fabbrica e proprio lì con mio fratello avevo imparato ad andare in bicicletta, cosa che oramai non faccio più. Perchè? Troppo pericolo. E vi assicuro che quando si avvicina la bella stagione e c’è chi propone la tipica biciclettata fuori porta il non poterci andare un pò mi pesa.
Immagino che vi domanderete: “Ma se hai imparato cosa c’è di pericoloso? Hai paura del traffico?”

Il problema era questo: col il piede destro non avevo (e non ho) articolazione. Se cammino con le ciabatte il più delle volte le perdo senza nemmeno rendermene conto. Con la bicicletta era lo stesso: capitava che mentre pedalavo tranquillamente il piede prendesse la tangente e andasse per i cavoli suoi, a quel punto cercare di rimetterlo sul pedale in corsa senza cadere era praticamente fatica sprecata. Il destino delle mie ginocchia era segnato!!!

Cadere in un parcheggio dove le poche auto presenti sono ferme è una cosa, sfidare la sorte in strada, dove le auto sfrecciano a velocità assurde ed è un miracolo se riesci ad evidarle, e devi preoccuparti anche che il tuo piede non se ne vada per i fatti suoi è un’altro. E così andare in bicicletta è tornato ad essere un sogno.

Qualcuno mi ha proposto la soluzione di mettere quelle cinghiette dove infili  il piede in modo da farlo rimanere al suo posto ma anche in questo caso non mi sento sicuro.
Quando corro o cammino posso arrestarmi in piena sicurezza e quando mi capita di doverlo fare perchè magari qualcuno mi taglia la strada (si succede anche ai pedoni!!!) ho un senso di rabbia perchè mi domando: “Ma perchè non posso sentirmi così sicuro anche nell’andare in bicicletta?” A quel punto interviene sempre la parte saggia di mè che mi ricorda che io posso ancora camminare e non mi devo lamentare.

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Venti minuti

hourglass-23654_1280Bene, in questo momento il mio orologio segna le 19:06 e mi dò venti minuti per metteregiù due righe.
Immagino che vi domanderete il perchè di tutto questo. Dai non negatelo lo so che ve lo state domandando. Volete sapere il perchè di tutta questa pantomina? La motivazione è presto detta: oggi sono rimasto quasi tutto il giorno davanti al pc, eccetto un’oretta in cui sono uscito per fare due spese e buttare lo sporco. Ed il risultato? A parte fare zapping nel web non ho concluso granchè. Ed il rendermene conto mi ha un pò intristito, sempre più spesso non riesco a concludere nulla. Forse bisogna darsi una mossa, forse occorre “forzarsi” -o forse sarebbe meglio dire- “sforzarsi” un pochino per cui mi sono imposto venti minuti di tempo in cui buttar giù un post di senso compiuto.

Ok, se leggo queste poche righe il post c’è, il senso compiuto un pò meno. Ho tempo altri sei minuti per dargli un senso. Ma perchè quando del tempo nè hai bisogno lui scorre sempre troppo in fretta? Ok, avete ragione, non soffocatemi d’insulti nel dirmi che hai avuto tutto il giorno per scrivere un post e ti sei ridotto all’ora di cena (che è ancora da preparare). Mi sembrerebbe di tornare indietro nel tempo quando a scuola dovevo preparare le lezioni per il giorno successivo.

Conto alla rovescia: -10 -9 -8 -7 -6 -5 -4 -3 -2 – 1

Tempo scaduto

Temo che venti minuti non siano sufficienti!!!

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Auguri!!!

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So di essere stato un pò assente in questo periodo ma, anche se la creatività sembra essersi volatilizzata, non posso esimermi dallo scrivere almeno un brevissimo post per fare a tutti i blogger di wordpress e chi passerà da queste parti auguri di Buona Pasqua.

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Se devi scegliere con cosa scrivi?

E’ da quando ho terminato le scuole che per me la penna a sfera è diventato un pezzo da museo. La uso ancora, ma solo per scrivere piccoli appunti, dei post it, per il resto la tastiera è diventata il vero attrezzo per la scrittura.

Se devo essere sincero preferisco assai di più la tastiera alla penna e ci sono diversi motivi:

non sono mai riuscito a terminare una penna – Spero che qualcuno mi consoli dicendomi che non sono l’unico, che il mio non è un caso clinico. Quando acquistavo una nuova bic il primo giorno andava tutto bene, così anche il secondo ed il terzo ma poi… Pian piano, senza nessun motivo apparente, notavo che il colore diventava sempre più spento, dal blu intenso del primo giorno, si passava ad un colore sempre più tenue fino a scomparire del tutto: un pò così, una penna non mi durava mai per più di due settimane.

Nonostante fosse ancora piena d’inchiostro non lasciava più traccia del suo passaggio. Non ho mai capito cosa ci fosse che non andava nel mio modo di tenere in mano la biro: forse che un mancino la tiene in mano in maniera diversa a chi usa la destra? Dubbio ambletico!!!

Calligrafia – La mia scrittura mi ha sempre fatto schifo, per quanto cercassi di scrivere bene i risultati sono sempre stati scadenti. Un’altro fra i tanti motivi per cui preferisco usare la tastiera è proprio questo: posso cambiare font, colore, grandezza e la calligrafia è sempre perfetta. Forse l’unica nota negativa è che diventa impersonale.

Correzioni – Alzi la mano chi fra voi blogger non hai mai cancellato parte di un post per riscriverlo. Volete mettere l’immadiatezza di premere un tasto invece di usare una gomma per l’inchiosto. Perchè, siamo sinceri, lo sappiamo tutti che un tratto di biro scritto sulla carta non si cancella mai completamente, rimane sempre un alone, per non parlare della carta che rimane sempre un pò stropicciata.

Ed infine veniamo al motivo per il quale non rinuncerei mai alla tastiera: il ticchiettio ( ma si scrive così?) dei tasti. Soprattutto quando cominci a scrivere tutto di un fiato, di getto senza interromperti perchè sei riuscito ad entrare in modalità “i pensieri vengono fuori uno dopo l’altro e non hai bisogno di star lì a pensarci troppo”.

Quel suono che ti culla e ti tiene sveglio allo stesso tempo, che ti fa venir voglia di continuare a scrivere perchè assomiglia sempre di più ad una base musicale  che hai voglia di ascoltare e riascoltare.
Ecco, questo più di tutti è il motivo che più di tutti mi fa preferire la tastiera alla penna a sfera.

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Tra blocchi e pensieri sparsi

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Sono un pò preoccupato; scherzi a parte con il neurone è da parecchio tempo che non riesco più a scrivere e nemmeno a farmi venire un’idea per sviluppare un post. Si, lo so cosa mi direte: “non bisogna scrivere per forza, un blogger deve scrivere per il piacere di farlo e non si deve mai sentire costretto.” Mi direte anche che il blocco dello scrittore arriva per tutti, è una cosa normale e non ci si deve preoccupare più del dovuto: come è venuto così se ne va.
Nonostante tutto lasciar trascorrere così tanto tempo senza riuscire a mettere giù due righe mi rattrista un pochino. Il fatto è che all’inizio di quest’anno ero partito in quarta, riuscivo a scrivere anche più di un post al giorno ma, sopprattutto, riuscivo a farmi venire qualche idea senza troppe difficoltà. Speravo che ciò potesse continuare anche durante l’anno e invece non è stato così. Ora ho l’impressione che qualcosa si sia bloccato, che qualche ingranaccio si sia inceppato perchè le idee sembra che si siano volatilizzate.

Volendo essere più preciso dovrei dire che le idee ci sono ma i miei pensieri passano da un argomento ad un altro senza riuscire a fare una riflessione compiuta, quasi come una pallina da flipper che schizza da una parte ad un’altra senza mai fermarsi.

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Cambio neurone!!!

blog-neurone-001Insomma non se ne può più. E’ trascorsa un’altra settimana e del mio blog neurone ancora nessuna traccia. Mi toccherà mettere un annuncio sul giornale e assumerne un’altro che magari non mi faccia brutti scherzi e non mi tiri un’altro bidone. C’è solo un piccolo problema: ogni volta che scrivo “AAA cercasì” salta fuori il mio neurone-festival e comincia a farmi cantare il brano che ha vinto la rassegna canora impedendomi di concentrarmi e continuare a scrivere l’annuncio. La cosa difficile è che non riesco a trovare l’interruttore per questo neurone, comincia a lavorare e nessuno più lo ferma. Sapete cosa vi dico? Ho avuto una grande idea: metto il neurone-festival a capo dell’area blog. Cosa ne dite? Secondo voi funziona? Come si dice tentar non nuoce. Vedremo i risultati nei prossimi post.

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Meglio darsi una mossa!!!

office-583841_640Sono trascorse tre settimane dal mio ultimo post, il tempo vola e nemmeno me ne accorgo. E’ bene che mi metta a scrivere qualche cosa, che ricominci a battere i tasti sulla tastiera anche se non so bene cosa scrivere. Il mio neurone – blog deve aver preso un lungo periodo di ferie senza aspettare che gliele firmassi e non si è nemmeno degnato di lasciarmi un biglietto con scritto quando sarebbe rientrato. Che sgarbato!!! Non mi è sembrato di averlo trattato così male!!! Per la sua mancanza le idee in quest’ultimo periodo scarseggiano e se non si fa risentire entro poco gli dò il ben servito: lo licenzio. Tra le bozze ho ancora un post che avevo iniziato qualche settimana fa, ero partito in quarta e poi tutto ad un tratto mi sono bloccato e non sono più riuscito nè a terminarlo nè a riprenderlo in mano. Chissà forse quello che stavo scrivendo non è piaciuto al mio blog neurone ed è stato lui ad andarsene, poteva farmi avere almeno la lettera di dimissioni. Vabbè già è complicato capire come funziona il cervello, figuriamo entrare nella mente di un singolo neurone!!!

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