Se devi scegliere con cosa scrivi?

E’ da quando ho terminato le scuole che per me la penna a sfera è diventato un pezzo da museo. La uso ancora, ma solo per scrivere piccoli appunti, dei post it, per il resto la tastiera è diventata il vero attrezzo per la scrittura.

Se devo essere sincero preferisco assai di più la tastiera alla penna e ci sono diversi motivi:

non sono mai riuscito a terminare una penna – Spero che qualcuno mi consoli dicendomi che non sono l’unico, che il mio non è un caso clinico. Quando acquistavo una nuova bic il primo giorno andava tutto bene, così anche il secondo ed il terzo ma poi… Pian piano, senza nessun motivo apparente, notavo che il colore diventava sempre più spento, dal blu intenso del primo giorno, si passava ad un colore sempre più tenue fino a scomparire del tutto: un pò così, una penna non mi durava mai per più di due settimane.

Nonostante fosse ancora piena d’inchiostro non lasciava più traccia del suo passaggio. Non ho mai capito cosa ci fosse che non andava nel mio modo di tenere in mano la biro: forse che un mancino la tiene in mano in maniera diversa a chi usa la destra? Dubbio ambletico!!!

Calligrafia – La mia scrittura mi ha sempre fatto schifo, per quanto cercassi di scrivere bene i risultati sono sempre stati scadenti. Un’altro fra i tanti motivi per cui preferisco usare la tastiera è proprio questo: posso cambiare font, colore, grandezza e la calligrafia è sempre perfetta. Forse l’unica nota negativa è che diventa impersonale.

Correzioni – Alzi la mano chi fra voi blogger non hai mai cancellato parte di un post per riscriverlo. Volete mettere l’immadiatezza di premere un tasto invece di usare una gomma per l’inchiosto. Perchè, siamo sinceri, lo sappiamo tutti che un tratto di biro scritto sulla carta non si cancella mai completamente, rimane sempre un alone, per non parlare della carta che rimane sempre un pò stropicciata.

Ed infine veniamo al motivo per il quale non rinuncerei mai alla tastiera: il ticchiettio ( ma si scrive così?) dei tasti. Soprattutto quando cominci a scrivere tutto di un fiato, di getto senza interromperti perchè sei riuscito ad entrare in modalità “i pensieri vengono fuori uno dopo l’altro e non hai bisogno di star lì a pensarci troppo”.

Quel suono che ti culla e ti tiene sveglio allo stesso tempo, che ti fa venir voglia di continuare a scrivere perchè assomiglia sempre di più ad una base musicale  che hai voglia di ascoltare e riascoltare.
Ecco, questo più di tutti è il motivo che più di tutti mi fa preferire la tastiera alla penna a sfera.

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Tra blocchi e pensieri sparsi

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Sono un pò preoccupato; scherzi a parte con il neurone è da parecchio tempo che non riesco più a scrivere e nemmeno a farmi venire un’idea per sviluppare un post. Si, lo so cosa mi direte: “non bisogna scrivere per forza, un blogger deve scrivere per il piacere di farlo e non si deve mai sentire costretto.” Mi direte anche che il blocco dello scrittore arriva per tutti, è una cosa normale e non ci si deve preoccupare più del dovuto: come è venuto così se ne va.
Nonostante tutto lasciar trascorrere così tanto tempo senza riuscire a mettere giù due righe mi rattrista un pochino. Il fatto è che all’inizio di quest’anno ero partito in quarta, riuscivo a scrivere anche più di un post al giorno ma, sopprattutto, riuscivo a farmi venire qualche idea senza troppe difficoltà. Speravo che ciò potesse continuare anche durante l’anno e invece non è stato così. Ora ho l’impressione che qualcosa si sia bloccato, che qualche ingranaccio si sia inceppato perchè le idee sembra che si siano volatilizzate.

Volendo essere più preciso dovrei dire che le idee ci sono ma i miei pensieri passano da un argomento ad un altro senza riuscire a fare una riflessione compiuta, quasi come una pallina da flipper che schizza da una parte ad un’altra senza mai fermarsi.

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Cambio neurone!!!

blog-neurone-001Insomma non se ne può più. E’ trascorsa un’altra settimana e del mio blog neurone ancora nessuna traccia. Mi toccherà mettere un annuncio sul giornale e assumerne un’altro che magari non mi faccia brutti scherzi e non mi tiri un’altro bidone. C’è solo un piccolo problema: ogni volta che scrivo “AAA cercasì” salta fuori il mio neurone-festival e comincia a farmi cantare il brano che ha vinto la rassegna canora impedendomi di concentrarmi e continuare a scrivere l’annuncio. La cosa difficile è che non riesco a trovare l’interruttore per questo neurone, comincia a lavorare e nessuno più lo ferma. Sapete cosa vi dico? Ho avuto una grande idea: metto il neurone-festival a capo dell’area blog. Cosa ne dite? Secondo voi funziona? Come si dice tentar non nuoce. Vedremo i risultati nei prossimi post.

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Meglio darsi una mossa!!!

office-583841_640Sono trascorse tre settimane dal mio ultimo post, il tempo vola e nemmeno me ne accorgo. E’ bene che mi metta a scrivere qualche cosa, che ricominci a battere i tasti sulla tastiera anche se non so bene cosa scrivere. Il mio neurone – blog deve aver preso un lungo periodo di ferie senza aspettare che gliele firmassi e non si è nemmeno degnato di lasciarmi un biglietto con scritto quando sarebbe rientrato. Che sgarbato!!! Non mi è sembrato di averlo trattato così male!!! Per la sua mancanza le idee in quest’ultimo periodo scarseggiano e se non si fa risentire entro poco gli dò il ben servito: lo licenzio. Tra le bozze ho ancora un post che avevo iniziato qualche settimana fa, ero partito in quarta e poi tutto ad un tratto mi sono bloccato e non sono più riuscito nè a terminarlo nè a riprenderlo in mano. Chissà forse quello che stavo scrivendo non è piaciuto al mio blog neurone ed è stato lui ad andarsene, poteva farmi avere almeno la lettera di dimissioni. Vabbè già è complicato capire come funziona il cervello, figuriamo entrare nella mente di un singolo neurone!!!

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Scrivere e parlare

dialogo-001Vivere da solo offre tanti vantaggi, non lo nascondo: mangi all’ora che vuoi, cucini quello che ti piace, il telecomando della televisione è tutto per te, puoi stare in bagno a meditare per ore senza che nessuno ti venga a chiedere quanto c’impieghi, la postazione del pc, il mio angolo preferito della casa, è sempre a disposizione. Insomma cosa si può dire: un sogno!!!

Eppure… eppure… Sapete come recita un proverbio vero? Non è tutto oro quello che luccica. Ci sono occasioni in cui tornare a casa e trovarla vuota un pò mi pesa. Periodi in cui magari al lavoro ci sono state delle giornate pesanti e avresti voglia ti tornare a casa e trovare qualcuno che ti chiede: “Com’è andata oggi?”  Avere qualcuno che semplicemente di ascolta, senza commentare o giudicare che semplicemente ti dice: “Dai non te la prendere, capita a tutti giornate no!!!” Qualcuno che ti dia una pacca sulla spalla.

Tornare a casa senza trovare nessuno va sempre a finire che rimurgini le cose solo tra te e te. Alcune volte mi sono trovato a pensare da solo ad alta voce e la cosa un pò mi ha preoccupato. C’è poi un altro fattore: vedi i fatti sempre dal tuo punto di vista e non trovi nessuno che te le faccia vedere sotto un’altra angolazione, sotto un’altra prospettiva.

Queste cose che già sapevo sono state avvalorate anche dagli ultimi post che ho pubblicato. Vi chiederete cosa c’entrano gli ultimi post, giusto? Hanno tutti un denominatore comune: un interlocutore. Un qualcuno con cui parlavo, a cui mi rivolgevo: i possessori di animali domestici, la befana, la fretta, il dialogo fra le mani, l’influenza, la matita ed infine l’amica immaginaria. Mi è risultato molto semplice scriverli, molto più di altri post e anche molto più divertente.

Il fatto di avere un interlucutore e d’inventarmi il dialogo con botta e risposta mi ha aiutato. Mi reputo una persona spiritosa ma sempre più frequente anche quando sono in compagnia sono io stesso che mi mordo la lingua e il motivo è presto detto: temo che una battuta possa essere freintesa o di dirla in un momento sbagliato. Temo che una battuta invece di strappare un sorriso sortisca l’effetto opposto e purtroppo è successo ancora che mi scottassi in questo senso. Il risultato? Sono diventato sempre più taciturno e ci sono stati casi in cui mi hanno fatto notare questa cosa: “Mario, mi raccomando non parlare troppo!!!” “Fai parlare un pò anche gli altri” “Insomma Mario ma parli sempre tu.”

Trovata la soluzione: scrivere io il dialogo, scegliendo io come reagisce l’interlocutore. Mi rendo conto che non è una vera e propria soluzione, che la vera soluzione sarebbe quella di riuscire a parlare con gli altri senza temere il giudizio ma sono anche propenso a credere che scrivere in questo senso possa essere un passo, un aiuto. O almeno lo spero.

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Risposta di un’amica immaginaria

newsletter-1990747_640Io – “Matita, matita vieni presto!!!!”
Matita – “Calmati Mario cosa è successo? Cos’hai da essere così agitato?”
Io – “Muoviti!!!! Vieni a vedere!!!”
Matita – “Un’attimo. Proprio ora che mi ero decisa a rifarmi la punta!!! Eccomi arrivo!!!”
Io – “E’ arrivata!!!”
Matita – “Cosa?”
Io – “La risposta di Francesca!!!”
Matita – “Francesca?”
Io – “Massì l’amica immaginaria”
Matita – “Ah, vorrai dire che ti sei scritto una lettera di risposta dell’amica immaginaria”
Io – “Ma perchè devi sempre mettere i puntini sulle I”
Matita – “Sai, sono una matita, solitamente lo faccio di lavoro, soprattutto quando mi sono appena fatta la punta. Dai leggimela mentre finisco di fare la punta.”

Ciao Mario
                      certo che mi ricordo di te. E come potrei dimenticare il mio primo paziente soccorso in montagna? I ginocchi? Mettiti l’animo in pace, li hai sbuccati per bene ti faranno male ancora per un pò. Per quanto riguarda il ritorno a casa tutto tranquillo, a parte il fatto che cambiare la batteria mi è costato un’occhio della testa.

Finalmente ho dato l’ultimo esame e mi sembra di essermi levata un peso. Speravo in un trenta ma per una piccola imprecisione nel rispondere ad una domanda ho preso 28. Devo essere sincera la cosa mi rode un pò ma come dicevi tu bisogna prendere quello che passa il convento, giusto?

Per quanto riguada il tema della tesina di laurea non ho ancora deciso, anzì più ci penso e più mi sorgono dubbi. Secondo me alla fine cambierò totalmente argomento. Sai come dice il proverbio no? Tra i due litiganti il terzo gode.

Se al ritorno delle vacanze non sei stato troppo bene sappi che sei in buona compagnia. Anche io ho avuto l’influenza. Niente crampi allo stomaco per fortuna: già di mio mangio poco figurati con il mal di pancia!!!! La mia influenza ha optato per i più classici sintomi: febbre, naso tappano, dolori muscolari e mal di testa. In fondo per essere un buon dottore bisogna mettersi anche nei panni del paziente giusto?

Ora devo andare, un saluto

                                                       Francesca

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Lettera ad una amica immaginaria

Prima di leggere consiglio di leggere questo post

Cara Francescapost-976115_640
                           Come stai? Tutto Bene? Ti ricordi di me? Sono quello sventurato che hai raccolto lungo il sentiero mentre ti stavi godendo quella lunga camminata sotto il sole. Il tipo che nello zaino aveva di tutto tranne quello che serviva realmente: un paio di cerotti e un disinfettante in caso di cadute, cosa che puntualmente è successa. Per fortuna che c’eri tu che passava in quel momento, una studentessa in medicina, devo dire che nella sfortuna ho incontrato proprio la persona giusta. 🙂

Entrambi i ginocchi mi fanno ancora male, soprattutto quando mi devo mettere seduto. Altro che andare in montagna a fare movimento, mi sento un vecchietto in casa di riposo, ogni volta che mi devo alzare dalla sedia ho bisogno di un appoggio. Spero proprio che queste ferite si rimargino il più presto possibile.

Sei riuscita ad arrivare a casa? Ricordo che il giorno della partenza abbiamo dovuto spingerti la macchina perchè avevi la batteria a terra, ti eri dimenticata le luci accese la sera prima, eri andata a recuperare il carica batterie per il cellulare che avevi dimenticato in auto. E così avevi lasciato i fari accesi tutta la notte. Anche tu però nella sventura sei stata fortunata: l’albergatore ci aveva detto che all’inizio del paese c’era un elettrauto che ti avrebbe potuto cambiare la batteria prima di dover proseguire nel rientro.

Come stanno andando gli studi? Se la memoria non m’inganna ti mancava solo un esame e poi avresti potuto dedicarti al tema di laurea, dovevi scegliere l’argomento, se non sbaglio eri indecisa tra due temi e non riuscivi a deciderti. Spero che l’aria di montagna ti abbia chiarito le idee.

Domani rientro al lavoro ma devo dire che in questa settimana ti ho pensato: il giorno dopo essere rientrato dalla montagna ho cominciato ad avere mal di stomaco e il dottore mi ha detto che è una forma influenzale che sta girando in questo periodo. E così dopo una settimana tra i monti a sbucciarmi le ginocchia nè ho trascorsa un’altra a letto tra crampi allo stomaco.

Ti saluto, come al solito, se qualcuno non mi ferma finisce che scrivo poemi.

                                                                                      Ciao da
                                                                            Mario e pen-751726_640

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