Nella speranza che la luce rimanga accesa

Questo pomeriggio il tempo è pessimo, non fa tanto freddo ma fuori il cielo è cupo, si sentono tuoni in lontananza e la pioggia ha cominciato a cadere. Cosa fare? Potrei mettermi in poltrona e continuare a leggere il libro che avevo iniziato: Il ponte d’argilla di Markus Zusak. Avevo letto che la prima parte del libro era piuttosto impegnativa e, per mia fortuna, l’avevo completata, poi però, l’ho lasciato un pò andare e l’idea di riprenderlo non mi entusiasma granché. Forse sono un pò pigro, lo so, ma ad essere sincero, i primi due romanzi che avevo letto dello stesso autore mi avevano appassionato di più. Quindi? Niente ho acceso il pc e dopo aver controllato alcune cose mi sono dato allo zapping 2.0. Cosa è lo zapping 2.0? Beh la mia generazione dovrebbe saperlo. Quando eravamo piccoli accendevamo la TV e giravamo tra i canali nella speranza di trovare qualche trasmissione che attirasse la nostra attenzione, oggi leggiamo blog cercando qualche post che c’incuriosisca o che ci faccia venire qualche spunto per un’idea.
Tra un blog e l’altro ho dato anche una sbirciatina al sito che utilizzo per scegliere le immagini che accompagnano gli articoli del mio diario virtuale e, tra le tante, quella che vedete qui sopra mi ha incuriosito.

Vi è mai capitato di avere un’idea geniale, generalmente nel momento meno opportuno, ossia quando non avete un pezzo di carta su cui scrivere o la penna che generalmente usate si è messa improvvisamente in sciopero? Quando non potete nemmeno usare il cellulare per appuntarvi un vocale perchè è completamente scarico? O quando siete al lavoro in una conversazione telefonica di vitale importanza?

Ecco questa immagine mi ha fatto venire in mente tutta questa serie di situazioni alle quali penso molti blogger saranno oramai abituati: l’idea brillante che non ti viene quando sei davanti al computer di casa, durante un week end dove non hai molto da fare ma quando, al contrario, sei impegnato in altre occupazioni e non puoi concentrarti su altro.
Cosa si va in queste occasioni? Si spera solo di riuscire a mantenere quella piccola luce accesa almeno il tempo necessario per potersela segnare da qualche parte, ci si augura che tutte le altre incombenze che ci attanagliano durante la giornata non la spengano come può capitare alla fiammella di una candela che non si può proteggere in alcun modo.

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2 risposte a Nella speranza che la luce rimanga accesa

  1. alicespiga82 ha detto:

    Questa mattina mi sono svegliata alle cinque e mezza (se si può definire mattina…) e mi sono dovuta alzare per mettermi a scrivere. Andrea mi ha guardato, un occhio aperto e uno chiuso, e ha detto: “Va tutto bene?” e io: “Sì, sì, la solita ispirazione nel momento meno opportuno” e lui: “Buona scrittura”.
    Se mi fossi rimessa a dormire, al suono della sveglia sarebbe sparito tutto. Ci vuole pazienza. Tanta pazienza… 😉

  2. mapiova ha detto:

    Nonostante mi sia capitato di aver avuto qualche ispirazione nel bel mezzo della notte, magari dopo essermi svegliato dopo un sogno, non riuscirei mai e poi mai ad alzarmi solo per scrivere ciò che ho in testa. Inoltre generalmente riesco a prendere sonno in un nano secondo per cui il solo pensiero di alzarmi si trasformerebbe automaticamente in un sogno.

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