Pasquetta in zona rossa

Pasquetta. Oggi è il giorno tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta ma quest’anno, come quello passato, la zona rossa ci costringe confinati a casa. Questa mattina sono uscito sul balcone di casa mia e, ad essere sincero, nonostante il cielo sereno e limpido, la temperatura sembra tornata ai livelli invernali. Eppure nei giorni scorsi il rialzo termico si era fatto sentire, oggi invece il freddo fa venir voglia di restarsene rintanati in casa anche se fuori splende il sole.

Si può sempre fare una passeggiata immaginaria. Ecco fatto!!! Una bella giornata di sole calda, con il cielo azzurro terso, camminando su un ampio sentiero non troppo impegnativo che permette di fare una lunga camminata in tranquillità.
Di recente ho guardato un filmato nel quale si spiegava che anche la semplice camminata ha numerosi effetti positivi sul corpo e la psiche.
Sembra ancora mattino presto e l’aria è ancora un pò frizzante ma non è necessario indossare un golfino, camminando ci si scalda.

Ah, ecco. Nella fotografia precedente ci mancava qualcosa. Un particolare non secondario, anzì fondamentale: la compagnia, gli amici per poter chiacchierare un pò e condividere qualche battuta spiritosa.
Tra una confidenza e l’altra siamo già arrivati all’area pic nic ma è ancora presto per mangiare. Che fare allora?

Ci sediamo ai tavoli per riprendere un pò il fiato e guardare il lago di fronte a noi. Qualcuno scatta qualche foto, l’artista della nostra combriccola un quadernetto per fare uno schizzo mentre il nostro musicista sfodera la chitarra per intonare qualche pezzo musicale che tutti conosciamo.

Senza nemmeno accorgercene ci ritroviamo tutti insieme a cantare mentre qualche altro gruppo di gitanti seduto al tavolo di fronte al nostro si gira per ascoltarci. Terminato il primo pezzo, domandano al chitarrista se conosce “non è tempo per noi” di Ligabue.
“Ci han concesso solo una vita soddisfatti o no qui non rimborsano mai…”
Terminato il brano una persona dell’altro gruppo domanda: “Da dove venite?” “Noi da Brescia, e voi?” Cominciamo a parlare scoprendo di avere amicizie comuni. Tra una chiacchierata e l’altra qualcuno comincia a sentire i morsi della fame, guardiamo l’ora e ci rendiamo conto che si è fatta quasi ora di pranzo.
Nell’area pic nic c’è una zona barbecue e il cuoco del gruppo comincia a darsi da fare. Anche nell’altro gruppo c’è qualche addetto alla cucina.

Mentre i cuochi si danno da fare a cuocere la carne sul barbecue, gli altri si attivano per preparare i tavoli. Decidiamo che tanto vale unire i tavoli e fare un’unica grande tavolata, qualcuno toglie dalla borsa termica il bere e si versa un bicchiere di birra offrendone anche agli altri. A chi non piace la birra c’è sempre la coca cola. Finalmente è pronto e si può cominciare a mangiare. Entrambi i gruppi hanno acquistato la carne in due macellerie diverse ma entrambe molto rinnomate e così decidono di condividere i piatti per decidere quale delle due macellerie offre la carne migliore.

Terminato il pranzo cosa c’è di meglio che una partita a calcetto per aiutare la digestione? E così ecco i due gruppetti sfidarsi in un torneo a pallone. Già ma si dimentica che giocare a pallone dopo mangiato non aiuta solo la digestione, favorisce anche l’abbiocco pomeridiano. Ecco quindi che dopo un quarto d’ora di tiri a pallone qualcuno si ritira per appisolarsi sotto un’albero seguito a ruota da tutti gli altri.
Dopo circa un’oretta c’è chi viene svegliato da chi invece, con il sonno fin troppo pesante, sta russando alla grande.
Nell’attesa che tutti si sveglino, si comincia a pensare al pomeriggio. Qualcuno propone di tornare indietro dove ha visto una gelateria ma forse per la merenda è ancora presto. C’è chi suggerisce di sgranchirsi le gambe proseguendo per la strada che costeggia il laghetto.
Sembra che l’idea non dispiaccia e così, quando tutti si sono svegliati, ecco che ci s’incammina lungo la strada accanto allo specchio d’acqua.
L’ora legale ha tradito un pò tutti; abbiamo camminato per diversi chilometri senza nemmeno rendercene conto tra una chiacchierata ed una risata ed adesso è l’ora di tornare alla macchina. Il gelato? Sarà per la prossima scampagnata. Abbiamo giusto il tempo per salutarci ed immortalare gli ultimi raggi di sole di questa splendida giornata.

Questo post non voleva essere un capolavoro, dovendo rimanere in casa ho solo cercato d’immaginarmi una giornata, una scampagnata tra amici senza descrivere tanti dettagli particolari ma solo alcune pennellate facendomi aiutare da alcune fotografie. Nella speranza che l’anno prossimo questo post immaginario si possa trasformare in realtà.

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