E se un giorno…

Qualche mattina fa mentre mi stavo lavando i denti prima di andare in ufficio mi ha folgorato un pensiero; mi sono domandato: “Cosa farei se il braccio destro potesse tornare normale per qualche minuto?” Li per li mi sono risposto che qualche minuto non avrebbe senso, in fondo anche chi è perfettamente sano ha avuto bisogno di tempo per imparare ad usare una mano, esattamente come io ho dovuto imparare le tecniche necessarie per poter essere autonomo con la sola mano sinistra.

Ok, e se invece di qualche minuto avessi a disposizione un’intera giornata? Tutto sommato anche se la cosa per me fosse una novità non sarebbe completamente nuova, avrei comunque una vaga idea di come “muovermi”.

Riflettendoci bene non farei nulla di eccezionale: mi limiterei a fare le azioni quotidiane senza per forza usare tecniche poco ortodosse. Proverei ad indossare delle scarpe con delle stringhe invece che con il velcro come faccio di solito a causa di forza maggiore, farei una fotografia con una reflex invece che con una compatta come ero solito usare prima dell’avvento degli smartphone, proverei a digitare un post su questo blog facendomi aiutare per la prima volta anche con la destra cercando di capire se riesco a utilizzarle entrambe in sincronia, chissà magari alla fine scopro che digito più velocemente con una sola mano invece che con due.

Nonostante abbia sempre cucinato ed evitato i piatti preconfezionati e predigeriti, sostanzialmente quelli che apri la confezione, rovesci nel piatto e scaldi a microonde ho comunque usato alcuni accorgimenti per accelerare i tempi che altrimenti sarebbero diventati troppo lunghi con una sola mano. Faccio un esempio: per il soffritto non sbuccio e taglio la cipolla, prendo quella surgelata. Ecco forse proverei a cucinare con tutti i sacri crismi.

Infine, allo scattare della mezzanotte, come nella fiaba di cenerentola, tornerei alla mia solita routine badando bene di non lasciare nessun guanto in giro. O era una scarpa…

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7 risposte a E se un giorno…

  1. alemarcotti ha detto:

    Ah si… Capisco bene☺

  2. Antartica ha detto:

    Non ricordo bene cosa ti abbia causato il disagio alla mano destra ma ti ammiro per come ti sei conquistato la tua autonomia. Se tu potessi recuperare la funzionalità della mano destra ne sarei felice; spero che i continui progressi scientifici possano permettertelo presto. 🙂

    Ciao, Mapiova! Eccomj qua. 😊
    Buona serata. 😊🤗

    • mapiova ha detto:

      Cosa mi è successo l’ho scritto nel primo post di questo blog (lo trovi qui).
      Ho avuto un trauma da parto che mi lasciato la parte destra del corpo compromessa ma la mano è l’arto che ha subito più danni. Dopo anni di fisioterapia riesco a prendere in mano oggetto poco pesanti come – ad esempio – uno spazzolino ma non riesco a fare molto di più.

      • Antartica ha detto:

        Sicuramemte ne avevamo parlato su Iobloggo (una vita fa). Ora ricordo… Ti ammiro davvero per la tua forza d’animo. Io ho contratto la polinervite appena nata (non ero neanche uscita dall’ospedale che…zac! Prima botta di sfiga della mia vota). 9 mesi di ospedale e terapie antibiotiche imponenti dopo sono uscita con le dita delle mani storte. Solidarietà rinnovata. 🤗
        Ora rileggo il tuo post. 😉

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