Maturità

classroom-1910012_1920
Chi di voi si ricorda il suo esame di maturità? Io il mio l’ho svolto nel lontano 1998, l’ultimo prima che iniziassero a fare le varie riforme.
Devo farvi una confessione: non sono mai stato una cima a scuola, ho sempre fatto una gran fatica e i miei risultati non sono mai stati brillanti, anzì. Ho fatto un istituto per ragionieri ma poi la vita mi ha portato a fare tutt’altro lavoro e poche sono state le nozioni tecniche che poi mi sono realmente servite nel mondo lavorativo.

Quando però penso all’esame di maturità, sono contento. Non perchè finalmente mi ero buttato l’esperienza scolastica alle spalle. Se devo essere sincero, si anche quello.
Ciò che mi rende felice è quello di poter dire di aver superato un’esame che ha traumatizzato generazioni di studenti e non solo. Un esame che molti si sognano anche a distanza di diversi anni. Un incubo che agita le notti anche di chi lo ha svolto decenni prima e dal quale si sveglia con un sospiro di sollievo ricordandosi di averlo ormai passato con successo.

Tempo fa ricordo che c’è stato una notizia di cronaca che sembrava tratta dal film “immaturi” di Paolo Genovese: alcuni professionisti affermati erano stati richiamati a rifare l’esame di maturità perchè un cavillo li aveva resi invalidi.

L’ansia di aver superato la “notte prima esami” come cantava Venditti – scritti aggiungerei io. La trepidazione per i titoli che sarebbero usciti per la prima prova scritta e l’ansia per la prova tecnica (ricordo che l’anno in cui mi sono diplomato io uscì proprio ragioneria).

Oggi ho letto un articolo in cui l’autrice ha fatto un pensiero che avevo fatto anch’io nei giorni scorsi ma, non credo di sbagliarmi nel dire che avranno fatto in molti in questi giorni, in riferimento ai prossimi esami di maturità.

Forse ci sarà qualche studente che avrà tirato un sospiro di sollievo all’idea di dover affrontare solo un esame orale, qualcun altro avrà forse gioito. Certo non per colpa loro ma a causa di forza maggiore, però mi domando: fra qualche anno che ricordo avranno questi ragazzi dell’esame di maturità? Non avranno un pò di amarezza nel non poter dire di aver superato due prove scritte? Nel non sapere cosa sia  la preoccupazione per uno scritto d’italiano che è cosa assai diverso dal tema svolto negli anni precedenti e di un secondo scritto che ti fa sudare freddo.

E poi mi domando: chi farà la maturità quest’anno sarà marchiato. Cosa intendo? Penso a quei ragazzi che invece di continuare gli studi vorranno entrare subito nel mondo del lavoro. Provate ad immaginare a chi riceverà un curriculum in cui c’è scritto “diplomato nel 2020.” Quale sarà la prima cosa alla quale penserà? “Giusto, è stato l’anno in cui non ci sono state prove scritte, vediamo se tra i curriculum c’è qualcuno che si è diplomato nel 2019.”
Pensare una cosa del genere non mi farebbe molto piacere e magari che so, avrei preferito fare l’esame completo a settembre prima dell’inizio della scuola.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Maturità

  1. Fritz Gemini ha detto:

    Del mio ho un ricordo agrodolce. Dolce perché avendo studiato ed essendomi impegnato per 5 anni a scuola in un fetido ITIS di provincia (ma anche prima, sono sempre stato un secchione), arrivai preparato e abbastanza tranquillo (ma senza alcuna supponenza). Io lo svolsi nel 1996, con un commissario interno e gli altri tutti esterni (quindi un esame vero, non quella pagliacciata successiva con tutti interni tranne 1). Feci bene i due scritti, ed anche un ottimo orale con le due materie a scelta (portai lettere come 1a, sistemi automatici come 2a). Meritavo 60/60 sia per l’esame sia per i voti nel 5 anni. Ancora oggi non riesco a capire perché mi diedero 58. Ecco la parte agre. Lo dico con tutta onestà e distacco. Chiesi giorni dopo alla mia prof perché di quel voto. Lei mi disse poiché per i commissari esterni, essere in una classe scarsa non faceva di me un top. Sicuramente fossi stato figlio di un “miserabile notabile di paese” mi avrebbero dato il mio meritato 60. Capii però una cosa. Mai fare troppo affidamento sul mondo dell’istruzione, e purtroppo sulle strutture statali italiane, sempre pronte a denigrare i volenterosi figli di nessuno. Mi iscrissi poco dopo a ingegneria. Laureato in 5 anni, imparando la lezione. Quando si ha del tempo, meglio utilizzarlo in cose molto più utili del nozionismo su cui e’ fondata la scuola e l’università italiana. A volte anche meglio sacrificare tempo allo studio (specie se nozionistico) se si può imparare altro (amore, emozioni, sentimenti, gioco di squadra come il calcio, tempo da dedicare agli amici). Grazie a quel 58, mi sono goduto gli anni della giovinezza, i più belli della mia vita, aprendomi ad una ricca vita sociale, cosa più favorevole in una metropoli che in un piccolo paese del sud Italia. L’esame di maturità non l’ho mai sognato. In compenso ho sognato per qualche anno la mia sessione di laurea. Scusa lo sfogo. Fritz.

  2. mapiova ha detto:

    Non hai niente da scusarti. Mi trovi pienamente d’accordo quando dici che si può imparare altro sacrificando allo studio. Non che non sia importante, non fraintendermi, ma ci sono cose che non puoi imparare sui libri.

  3. Libera-mente ha detto:

    La mia maturità fu un vero incubo fino al giorno in cui cominciò, poi la inquadrai come un giorno qualsiasi in cui si faveva compito in classe e le mie paure svanirono. Trovai l’esame in se un pò ingiusto perchè portò ad un livellamento dei voti di tutti verso il basso, per far si che, comunque, fossero promossi tutti. Questo fu veramente ingiusto per chi si era impegnato nello studio per tutti i 5 anni. Motivo per cui, spesso, mi trovo a riflettere se l’esame di maturità ha senso di esistere oppure no … non sono ancora giunta a conclusioni …

    • mapiova ha detto:

      Nel mio caso credo di averlo fatto un pò con i paraocchi, nel senso che non ho fatto confronti con i risultato dei miei compagni, anche perchè non ho mai avuto un rapporto di amicizia vero e proprio con loro. Forse un pò egoisticamente ho guardato al mio risultato senza raffronti.

  4. adrianacarelli ha detto:

    Comunque credo che ai datori di lavoro non interessa l’anno in cui ti sei diplomato, conta solo quello che sai fare e l’esperienza. Nessuno verrà scartato per l’anno del diploma. I voti non li guarda nessuno tanti meno l’anno in cui l’hai preso. Peccato per loro che non hanno potuto fare gli scritti, è comunque un’esperienza bella o brutta che sia.

    • mapiova ha detto:

      Il problema è che un neo diplomato l’esperienza non ce l’ha. Chi deve scegliere tra chi si è diplomato con un esame solo orale e chi un esame completo avendo come solo riferimento il voto finale la scelta è semplice

      • adrianacarelli ha detto:

        Non so te dove lavori, ma a me i voti non li hanno mai guardati e il 95% delle aziende non guarda nemmeno il titolo di studio. Io non credo proprio che qualcuno possa essere scartato per l’anno di maturità appunto perché chi assume guarda altre cose.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.