Attesa e piacere

apple-1842297_1280I personal computer, ma in particolare le tastiere mi hanno sempre affascinato e sinceramente non so nemmeno io spiegarmene il motivo. Credo che quello che più m’incanta è l’idea che, in uno spazio così piccolo, tu possa scrivere un’infinità di pensieri e, se a questo si aggiunge il fatto che con la tecnologia attuale, anche senza avere strumenti che solo la Nasa può avere, riesci raggiungere tutto il mondo bhe’, che dire, sei al top!!!!

Purtroppo questo succede solo nell’immaginario perchè, quando poi ti trovi di fronte ad una schermata bianca, le cose cambiano totalmente prospettiva, almeno per me, almeno in questi ultimi tempi. Pensieri da mettere nero su bianco? A quali pensieri mi riferivo? Sì perchè, sai com’è, di riflessioni, di considerazioni, sinceramente non riesco a farne nemmeno mezza. Sarà che è esplosa l’estate e il caldo non stimola la meditazione, sarà che i pensieri non sono più capace di bloccarli e metterli per iscritto, sarà una miriade di altre motivazioni che non sto qui ad elencarvi per non tediarvi, sta di fatto che tutto rimane nell’immaginario come una bella favola. Come uno strumento che non sono capace di valorizzare appieno.

La cosa brutta è che tutta la settimana lavoro davanti ad un computer e tutte le volte penso: “Non vedo l’ora che arrivi il fine settimana per potermi mettere davanti al pc di casa e poter scrivere” Poi, quando arriva il tanto sospirato week end, terminate le incombenze casalinghe, ti siedi alla tua postazione, accendi il computer e ti rendi conto di averlo acceso senza motivo, non hai nulla da raccontare. Eppure è un momento che hai atteso per tutta settimana!!! E’ in questo istante che mi torna in mente quella lezione d’italiano fatta alle medie sul “sabato del villaggio” di Leopardi in cui tutto il villaggio attende il fine settimana per potersi riposare e fare chissà che per poi attendere che la settimana abbia nuovamente inizio.
Una poesia che – secondo me – è stata un pò rivisitata dalla pubblicità del campari che facevano vedere qualche tempo fa in cui la voce fuori campo recitava: “E se il piacere fosse adesso? Prima che tutto cominci? In fondo non è forse vero che il piacere dell’attesa è essa stessa il piacere?”

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